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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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IL FASCINO DI MONSIGNOR ENRICO BARTOLETTI

Bartoletti 

Mons. Enrico Bartoletti                                                                 Papa  Paolo  VI

 

 

Devo  riconoscere  che  i  gusti  del signor  Giovangualberto  Ceri  in  fatto  di  vescovi  non  sono  niente  male.

 

E'  stato  un  piacevole  impatto  visivo  imbattermi  per  la  prima  volta,  così  per  caso,  nella  fisionomia  di  Mons.  Enrico  Bartoletti.

 

Noto  addirittura  delle   impressionanti  somiglianze  fisionomiche  fra  il  Bartoletti   e  Papa  Montini,  sicuramente  affinità  elettive,  che  hanno  col  tempo  inciso  anche  sui  loro   tratti  somatici.

 

I  loro  sguardi  mi  sono  apparsi  identici.  

 

Spero  di  poter  conoscere  anch'io  presto  e  più  da  vicino  il  mio  vescovo,  Mons. Alberto  Silvani,  sponsorizzato  dall'Alto  quale  nuovo  Pontefice.

 

Riccardo

 

 

ARCIDIOCESI  DI  LUCCA

 

Il vescovo del concilio

Mons. Enrico Bartoletti

 

 

La ricezione del Concilio (1962-1965) nella diocesi di Lucca è legata  alla figura di Mons. Enrico Bartoletti, eletto nel 1958 vescovo ausiliare della nostra  città, col compito di coadiuvare Mons. Torrini, ormai anziano.

Nato a S. Donato di Calenzano, in provincia di Firenze, nel 1916, aveva studiato a Roma, ottenendo la licenzai n Teologia e in sacra Scrittura, e maturando una precisa consapevolezza del primato  assoluto della Parola di Dio nella vita cristiana. Prima di assumere la guida della nostra diocesi era stato rettore del Seminario fiorentino e professore di Sacra Scrittura,caratterizzandosi per il sapiente magistero nei confronti dei futuri sacerdoti e per la notevole sensibilità culturale, negli anni in cui la diocesi di Firenze, retta dal card.Della Costa, era segnata dalla vivace presenza di figure come La Pira e don Milani (col quale ebbe un rapporto complesso, inizialmente cordiale ma divenuto difficile in occasione della pubblicazione del volume "Esperienze pastorali").

Entrato con molta discrezione nella diocesi di Lucca, collaborò con grande rispetto con Mons. Torrini; fu nominato vicario generale nel 1963 ed amministratore apostolico nel1966, acquisendoda allora un più preciso ruolo istituzionale. Contribuì in larga misuraalla stesura della lettera pastorale del 1962 Prepariamoci al Concilio ecumenico,sottoscritta da Mons. Torrini, ma non intervenne mai direttamente in Concilio,evidenziando il suo carattere riservato ed i limiti connessi al suo ruolo di vescovo ausiliare.Il suo diario rivela comunque la consapevolezza dell'importanza di quell'evento ecclesiale e la sua capacità di stabilire contatti con i vescovi più rappresentativi dell'assise conciliare. Negli anni successivi egli si impegnò attivamente per divulgare le idee del Concilio, commentando soprattutto le costituzioni Dei Verbum, Lumen gentium,Sacrosanctum Concilium in una serie di relazioni destinate al clero ed ai laici (in particolare a quelli più impegnati): con ciò ha diffuso nella diocesi di Lucca ed anche,più in generale, nella Chiesa italiana un'immagine di Chiesa fondata su categorie bibliche e spirituali (sacramento di salvezza, popolo di Dio, comunione) piuttosto che giuridiche o sociologiche.

Valorizzando l'Azione cattolica (che nel 1969 ebbe un nuovo Statuto, fondato sulla cosiddetta "scelta religiosa", e che, nella sua prospettiva, avrebbe dovuto essere "centro di propulsione e scuola di formazione"), sollecitò i laici ad impegnarsi per la costruzione di comunità cristiane più mature e consapevoli, ed invitò quelli più motivati a dedicarsi anche allo studio della teologia, creando per essi una scuola di formazione teologica che sostituì gradualmente il "Centro di studi sociali",sino a quel momento concepito come uno strumento di lotta contro il comunismo ateo. Sin dal 1962 egli affermò chiaramente che

 "il laico nella Chiesa non è un profano, ma un consacrato, un attore, non un semplice spettatore"; e nel 1968 dichiarò che la pastorale, "in quanto autocostruzione della Chiesa, è missione di tutto il popolo di Dio".

Nella sua azione pastorale in diocesi egli non diede molte direttive vincolanti, e non attuò veri e propri "piani pastorali" (pur avendoli progettati), ma cercò piuttosto di favorire una maturazione del clero e del laicato, chiamati a passare da una spiritualità incentrata sulle devozioni tradizionali e sull'obbedienza e da una partecipazione piuttosto passiva ai riti ad una più consapevole scelta di fede. Egli incontrò non poche difficoltà, in quanto gran parte del clero e dei laici adulti faticava a liberarsi da abitudini ormai consolidate, come lo stretto legame con il partito politico della DC (tramite i Comitati civici), mentre i giovani più impegnati e più entusiasti si mostravano spesso assai critici ed impazienti: di fronte a questa situazione egli cercò sempre di evitare spaccature, favorendo un rinnovamento graduale di quelle feste religiose (come la luminara di S. Croce) che presentavano alcuni aspetti folkloristici discutibili, e ed evitò di rimuovere dai loro incarichi quelle persone che non risultavano in sintonia col suo orientamento. Riformò nel 1966 la curia diocesana, valorizzando l'Ufficio catechistico e quello missionario, e fece nascere la parrocchia missionaria del Rwanda; inoltre rinnovò l'impostazione del settimanale diocesano "L'Esarenuovo", destinato poi a confluire con altri settimanali toscani nell'attuale "Toscanaoggi". Cercò di promuovere la catechesi prematrimoniale e di impostare una pastorale d'insieme nei vicariati, chiamando i parroci a collaborare tra di loro e ad istituire i consigli pastorali, ed organizzò scuole di formazione per catechisti ed educatori, ma la diocesi rispose con lentezza alle sue sollecitazioni.

Negli ultimi anni di vita di Mons. Torrini, ormai novantenne, assunse la guida effettiva della diocesi, ma pochi mesi dopo la sua morte (gennaio 1973) dovette lasciare Lucca per Roma, in quanto nell'agosto 1972 era stato nominato segretario della CEI, presieduta dal card. Antonio Poma. In tale veste contribuì in modo decisivo all'elaborazione del piano pastorale Evangelizzazionee sacramenti" (1973), che, negli anni della secolarizzazione, segnò il passaggio della Chiesa italiana da una pastorale tradizionale, incentrata sull'amministrazione dei Sacramenti e sul devozionalismo, ad una presa di coscienza della necessità di evangelizzare in modo rinnovato l'uomo contemporaneo, partendo dall'ascolto della Parola di Dio e dalla partecipazione attiva di tutta la comunità cristiana alla liturgia. Fu il principale ispiratore del documento presinodale dell'episcopato italiano Evangelizzazionenel mondo contemporaneo (febbraio 1974), e guidò la Commissione di studio sul ruolo della donna nella Chiesa e nella società, creata nel 1973 da Paolo VI. Morì prematuramente il 5 marzo 1976, dopo aver speso le sue migliori energie per la preparazione del Convegno ecclesiale "Evangelizzazione e promozione umana", che si tenne nell'autunno dello stesso anno.

Seppe dialogare con i gruppi spontanei, come "Persona e comunità" (spesso assai critici nei confronti della gerarchia ecclesiastica, soprattutto negli anni della contestazione), e con il prete-operaio don Sirio Politi, anche se dovette frenarne alcune asprezze. Evitò di intervenire direttamente su tematiche sociali e politiche, e cercò invano di convincere le ACLI (orientate in direzione della "scelta socialista")a mantenere una connotazione ecclesiale, per non suscitare divisioni tra cristiani ed anche perché riteneva prioritaria la maturazione di una nuova coscienza di Chiesa, in termini non sociologici ma biblico-liturgici e spirituali.

Il card. Martini ha giustamente affermato che Mons. Bartoletti "ha traghettato la Chiesa in Italia sulla sponda del Concilio". Il suo magistero ha lasciato una traccia profonda nella Chiesa di Lucca, e rimangono ancora attuali le sue intuizioni pastorali, per quanto riguarda la centralità della Parola di Dio, la catechesi e la valorizzazione del ruolo dei laici in una Chiesa ancor oggi troppo "clericale".

I suoi scritti principali sono stati raccolti dal suo segretario, don Pietro Gianneschi, in 4 volumi, pubblicati a Roma dall'editrice AVE nel 1980-82: Chiesa locale e partecipazione dei laici; Chiesa, evangelizzazione e sacramenti alla luce del Concilio; Parola di Dio e omelie; La Chiesa nel mondo, mentre don P. D'Antraccoli ha curato la raccolta degli scritti su Il sacerdozio ministeriale, Roma,Città Nuova, 1978.

Gemelli DiVersi - Vivi Per un Miracolo - youtube.com
4 min - Senza Fine 98-09 (2009)

Per approfondire:

Un vescovo italiano del Concilio, Enrico Bartoletti 1916-1976, Atti del Convegno, Genova, Marietti, 1988

M. Toschi, Enrico Bartoletti e il suo diario al concilio, in Cristianesimonella storia: saggi in onore di Giuseppe Alberigo, Bologna 1996, pp. 397-435

M. Faggioli, Enrico Bartoletti tra Concilio e post-Concilio. Il primato dell'evangelizzazionee la "Commissione donna", in "Rivista di storia della Chiesa in Italia"55 (2001), pp. 471-500

L. Lenzi, Concilio e post-Concilio in Italia. Mons. Enrico Bartoletti arcivescovo a Lucca (1958-1973), Bologna 2005

 

 

 
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G
GRAZIE per l’Attenzione.<br /> <br /> In sette secoli di CRITICA DANTESCA, se, almeno per senso!, non è tutto da rifare è almeno tutto da rivedere. <br /> Ed ecco un qualche perché. <br /> <br /> <br /> Sì, sì...!!! Però DANTE è MORTO sicuramente il Martedì liturgico del 14 Settembre 1322 e NON AFFATTO il Lunedì liturgico 14 Settembre 1321 come ci si appresta a festeggiare. Siamo di fronte ad un TRADIMENTO del senso attribuito a Dante PERSONAGGIO, da Dante Persona. <br /> Il professor ENRICO MALATO sembra fregarsene altamente delle dimostrazioni rigorosamente scientifiche che conducono al 1322, invece che al 1321. Maaahhh…!!! Mi sbaglio...??? <br /> Allora ci RIPROVO in un'altra maniera.<br /> <br /> Al nostro amatissimo Papa FRANCESCO.<br /> Da quando sono stati scoperti, o evidenziati dai Media, la Chiesa cattolica ce l’ha avuta a morte con i preti pedofili. Sembra a lei che la infanghino e perciò li allontana, li oltraggia e li tacita, anche nel tentativo di rifarsi una verginità. Il tutto dunque giustamente…!!!, ma c’è un “mahhh…!!!???” E specialmente dopo aver visto il recente film di Ozon “Grazie a Dio”.<br /> Nella Chiesa una tale reazione avviene anche perché, se venisse fuori come molti preti pedofili siano così, non abbiano resistito e sono arrivati biasimevolmente a tanto, in non pochi casi emergerebbe che la loro infanzia e gioventù non sarebbe stata da far meno pena e tristezza di quella delle loro vittime. E, in tal caso, la responsabilità potrebbe dover essere ricercata, da una attenta analisi intellettuale tipo quella di Pier Paolo Pasolini, proprio dentro la stessa Chiesa. Per me dovuta al persistere della mentalità della santa Inquisizione: volere, ammassare preti, ad ogni costo, costi quel che costi.<br /> La mentalità della santa Inquisizione era infatti quella di far diventare preti tutti quelli che prestavano il fianco ad essere convinti: spesso a causa di una loro qualche debolezza, o stato di abbandono, o forse mania di grandezza.<br /> Santità, la VOCAZIONE NON ESISTE, e mi scusi il tono: se lo metta bene in testa…!!! Questo poiché, o ce l’hanno tutti gli uomini, o non ce l’ha quasi nessuno: e dunque esclusivamente, come sostiene Dante, i PROFETI, come lui.<br /> Nel caso aperto da Dante si tratterebbe di quei Profeti che vengono elaborati attraverso la nona scienza medievale, cioè comparabile al nono Cielo cristallino, acqueo e di Maria e corrispondente alla FILOSOFIA di Pittagora sotto il Cristianesimo (Convivio, II, XV, 11 – 12). In questo Cielo cristallino e di Maria, dove sempre nevica, ma all’insù (Par., XXVII, 67 – 72), sta la chiave delle possibili vocazioni al sacerdozio. Santità la Chiesa deve mettersi l’animo in pace, il PAGANESIMO, almeno quello di Pittagora, qui e almeno per adesso ci vuole (Inf., I, 91: “A te convien tenere altro viaggio” ) e non lo dice solo Friedrich Nietzsche.<br /> Dal nono Cielo cristallino viene poi ogni tanto buttato giù sulla Terra un Profeta a far luce, e ad illuminarla: “un punto vidi che raggiava lume/ acuto sì, che ‘l viso ch’elli affoca / chiuder conviensi per lo forte acume;” (Par., XXVIII, 16 – 18). Il volo a lui glielo fanno fare attraverso quella finestra da cui già venne visto Dante assai sbigottito e con “dolorosi pensamenti” (Vita Nuova, XXXV 1 – 2), dalla “gentile donna giovane e bella molto”: cioè dalla Filosofia di Pittagora sotto il Cristianesimo. E fu lei a salvarlo. In Dante senza la scienza ad hoc non ci può essere possibile sacerdozio. Sarà una rivoluzione, ma lui dice questo: e non è un superficiale e tanto meno un cretino.<br /> Ebbene di questi Profeti buttati giù dal nono Cielo in base a Dante, la Chiesa, per tradizione, non si fida in quanto, per le novità annunciate, le rompono tutti le uova nel paniere, come accadde non solo a Giordano Bruno, ma anche allo stesso Dante: “igne comburatur sic quod moriatur”, recita infatti la sentenza contro di lui del 10 marzo 1302.<br /> Anche Dante almeno in teoria fu, dal Venerdì 9 Giugno 1290 in poi, ossia dal giorno dopo la morte di Beatrice e fino al sabato 25 Marzo dell’anno 1301, primo giorno di inizio del viaggio dantesco, un PEDOFILO. lui si perse a star dietro a qualche “pargoletta”, o donna appena in età fertile (Pur., XXXI, 58 – 60). Fece malissimo…!!! Però la tentazione esiste e per Dante può essere vinta solo dalla ricerca delle ultime quattro e più grandi scienze medievali e dantesche.<br /> Nel medioevo le scienze sotto cui tutto il Cosmo poteva venire racchiuso, o sussunto, come sotto un cappello, ivi compreso il decimo cielo Empireo, erano in tutto dieci, ma quelle decisive e adatte al nostro scopo sacerdotale erano le ultime quattro più grandi e magnificenti: l’ “Astrologia” del settimo cielo di Saturno; la “Metafisica” dell’ottavo cielo delle Stelle fisse; la “Morale Filosofia”, o Filosofia pitagorica sotto il Cristianesimo del nono Cielo cristallino e di Maria; la “Divina Scienza”, o sacra Liturgia, del decimo cielo Empireo e in cui oggi ci metterei anche quella di tutte le religioni: specialmente poi se con essa nelle chiese si potesse, non solo cantare, ma anche danzare.<br /> Santità…!!! La Tradizionale Critica Dantesca sotto la spinta della Curia Romana, ossia sotto la mentalità della santa Inquisizione, ha più o meno coscientemente ignorato queste stesse quattro superiori scienze, o ne ha invertito i ruoli gerarchici. Se Lei farà qualcosa per ristabilire la Verità, a stare a Dante anche il tema di pedofilia la stessa Chiesa ne troverà giovamento, un gran beneficio.<br /> Non creda dunque all’efficacia della severità delle leggi: creda invece alla modificazione in meglio della nostra cultura moderna e, ad oggi, a cominciare da un autentico e puntuale studio dell’Opera dantesca. Anem.<br /> <br /> Codice, per “Lettera aperta su Dante e Beatrice” messo dai “Frati minori conventuali” di Ravenna:<br /> <br /> • https://centrodantesco.it/notizie/lettera-aperta-su-dante-e-beatrice/?fbclid=IwAR0vDTnRG51j_fIXgKOc3yMcPXw5L5BllXgckfGGXPLQkZfGuW2__kBQ1U4<br /> <br /> <br /> Copia e incolla LINKEM su Internet): <br /> http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA
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N
Finalmente di nuovo una Sua visita sul mio blog!!!! Grazie Signor Giovangualberto!!! L'ho atteso tanto il Suo ritorno. E proprio nel 30mo anniversario della caduta del muro di Berlino!!!! Grazie. Vorrei pubblicare questo Suo contributo con un articolo nuovo sul blog. Devo riflettere solo sul titolo da dedicargli. Saluti Riccardo
N
Finalmente di nuovo una Sua visita sul mio blog!!!! Grazie Signor Giovangualberto!!! L'ho atteso tanto il Suo ritorno. E proprio nel 30mo anniversario della caduta del muro di Berlino!!!! Grazie. Vorrei pubblicare questo Suo contributo con un articolo nuovo sul blog. Devo riflettere solo sul titolo da dedicargli. Saluti Riccardo
G
Caro Papa FRANCESCO (nuova versione),<br /> Don LORENZO MILANI...???<br /> Non mi posso dimenticare che era un EROE, un CORAGGIOSO ma, in subordine e al tempo stesso, anche un 'TROMBONE': e di quelli GROSSI.<br /> Era la sua INGENUA arditezza, arditezza legittimata da una sua intima ed autentica ricerca della verità, che lo portava a sentire di potere STRA-GIUDICARE e, quindi, a giudicare MALE. Quando sappiamo che, negli onesti, un tal sfacciato giudizio per essere SBAGLIATO ma SINCERO conduce, appunto, a sana quanto sprovveduta arditezza. Questo un tratto della personalità di Don Lorenzo Milani. Ma lei lo sapeva, amatissimo Papa...??? Glielo hanno fatto sapere...???<br /> Un giudizio esemplificativo da 'TROMBONE' del Nostro...??? Eccolo subito.<br /> Quando andai a trovare a BARBIANA, per la prima volta, don Lorenzo Milani lui le due lettere a Mons. ENRICO BARTOLETTI datate 10 Settembre 1958 e 1° Ottobre 1958, gliele aveva già scritte ed inviate, se pur di recente. Siccome dalla discussione che ebbi con lui venne subito fuori che io dicevo di essere il SEGRETARIO di Mons. Bartoletti, lui pensò che, per risposta alle sue due ricordate lettere, lo stesso Bartoletti avesse mandato me. Tutt'altro...!!! Anzi Mons. Bartoletti, quale Profeta, mi aveva detto di non ci andare a Barbiana poiché non mi sarei trovato bene. Ma io, anche questa volta, lo TRADII e perciò ci andai. Mons.<br /> Bartoletti nei miei confronti avrebbe recitato la parte della "Bella Fatina dagli Occhi Turchini", mentre io, ovviamente, quella di Pinocchio: "Pinocchio, Pinocchio, non lo fare! E invece io, sì...!!! E' stato quasi sempre più forte di me.<br /> Non sto a ricordarLe tutti i contenuti di queste due lettere del Milani che, data la Sua iniziativa di andare a Barbiana in elicottero, certamente avrà già avuto bene in mente. Quello che mi preme mettere in risalto è che Don Lorenzo, per essere stato defenestrato con l'invio da SAN DONATO di Calenzano, a BARBIANA di Vicchio di Mugello, riteneva di essere stato ASSAI PEGGIO, PEGGIO, PEGGIO TRATTATO di Mons. Bartoletti elevato a Vescovo titolare di Mindo e poi inviato come ausiliare dell'Arcivescovo di Lucca. Le due lettere in questione insistono su questa DISPARITA' di trattamento, ritenendolo ingiusto. Ma il Bartoletti a Lucca contava meno del due di briscola in una situazione in cui, invece di elaborare nuove idee, quelle del futuro Concilio Vaticano II, lì si pensava solo a vivere tranquilli, sposarsi e mangiare i confetti delle molte confetterie allora presenti in centro. Ma Mons. ENRICO BARTOLETTI aveva precedentemente detto, angosciatissimo e profetizzando, della situazione che si era venuta a creare nella diocesi di FIRENZE per la sua dipartita ove lui qui era già stato segretamente indicato dal Cardinale Elia Dalla Costa come suo degno successore:<br /> "PERCUOTERO' IL PASTORE E IL GREGGE VERRA' DISPERSO".<br /> Il Pastore, a mio giudizio, era Lui: lo stesso Bartoletti, mentre le 'PERCOSSE' erano costituite del suo invio a Lucca come ausiliare dell'Arcivescovo Torrini. Creda a me, amatissimo Papa Francesco, lì a Lucca il Bartoletti contava meno del sacrestano di san Martino. Era come morto: ed anzi commentavano insieme questa sua ben triste situazione andando a frugare fra le tombe accanto a quella di Ilaria del Carretto, se mai ci fosse una qualche epigrafe consolatoria.<br /> Il decisivo ruolo del Bartoletti a Firenze da me evidenziato lo ricorderà anche il Cardinale FLORIT durante le esequie dello stesso Mons. Bartoletti, morto a Roma il 5 marzo 1976, e a stare allo stesso Bartoletti, morto anzi per ASSASSINIO. Florit, che era bene a conoscenza di tutta la questione fiorentina, nel suo discorso di commiato fece questa battuta:<br /> "Ed è questo il caso in cui un successore (Florit) fa l'esequie al suo predecessore ( il Bartoletti) ". Penso possa bastare.<br /> Al Bartoletti erano infatti molto legati a quei tempi, e lo ascoltavano: Padre David Maria Turoldo che una volta si mise anche a singhiozzare, Padre Ernesto Balducci, il Sindaco di Firenze Giorgio La Pira con parte della della Giunta Comunale, Padre Giovanni Maria Vannucci, il veramente eroico ed indomito Don Luigi Rosadoni, Don Borghi, Don Mazzi, Don Divo Barsotti, Don Bensi e anche mio fratello Don Serafino Ceri già citato da Don Milani nella Sua del 1° ottobre 1958.<br /> Don Bensi...??? Il famoso amico di Don Milani...??? Quello che ci capiva un po' di più e che subito aveva rimproverato lo stesso Milani di aver scritto queste due lettere al Bartoletti....??? Intanto con tutti gli amici laici che Don BENSI aveva avuto in vita sua, quando arrivò la vecchiaia e il momento che si muoveva appena e faticava a scendere le scale, solo mio fratello Serafino andava a fargli fare il giro di Piazza Brunelleschi. Cosa mi disse una sera a cena Don Bensi del Bartoletti mentre mangiava le due uova sode che gli aveva ordinato il dottore...??? Mi disse fiorentinamente una parola composta da nove lettere: "è un "xxxxxxxxx". Alla mia domanda in che senso, egli aggiunse prontamente e con fermezza guardandomi negli occhi: "in tutti i sensi del termine...!!!"<br /> A parte Don Bensi, il resto dei "nostri eroi" qui menzionati vennero tutti severamente "BASTONASTI" in quel periodo per ordine del VATICANO a causa del diverso indirizzo POLITICO-CULTURALE ed ECONOMICO-FINANZIARIO da loro portato avanti con decisione nella nostra città: la CAPITALE del Mondo, a stare a Giorgio La Pira che ne aveva mutuata l'idea dal Savonarola.<br /> Si opponevano al Bartoletti Don Giuliano Agresti residente in via De' Pucci ed altri. Anche Don Dano Stefanini, uno dei migliori...!, aveva qualcosa da ridire, ma se non si fosse fatto prete come gli aveva consigliato il Bartoletti quand'era in Seminario, avrebbe sofferto poi molto, molto meno.<br /> Per inciso, quando io nel 1974 andai a Roma a trovare lo stesso Mons. Bartoletti lui volle anche domandarmi cosa ne pensassi della nomina dell'Agresti ad Arcivescovo di Lucca nel suo posto. Io gli risposi: "Male, male...!!! Leviamolo...!!!" Ma lui rispose: "No, no. Loro hanno deciso così". E poi cambiò discorso. L'Agresti era comunque per me una persona degna e valida, preparata e con un certo fascino, ma sarebbe andato d'accordo con Papa K. Wojtyla e non con Papa Montini poiché apparteneva ad un'altra 'parrocchia'.<br /> Con la presente voglio dunque CONCLUDERE che, fatti salvi i due differenti ruoli sacerdotali, con il FAMOSO RIVOLTOLONE FIORENTINO legato all'arrivo nel 1954 a Firenze del Cardinale Ermenegildo FLORIT, Don LORENZO MILANI inviato a BARBIANA fu certamente trattato NON PEGGIO di Mons. ENRICO BARTOLETTI inviato a LUCCA. Se Don LORENZO MILANI non lo capì, peggio per lui. Penso invece che lo capirà adesso Lei, caro papa FRANCESCO. Quelle due lettere del 10 Settembre e del 1° Ottobre 1958 erano perché, oltre ad essere il Milani un vero EROE, lo gratificava anche atteggiarsi con disinvoltura a "trombone". Si sentiva di poterselo permettere, data la sua autenticità anche di fronte ai suoi propri occhi. Ma mi piace evidenziare quale Filosofo, che "OGNI VISIONE AUTENTICA (e quella del Milani autentica lo era!) PUO' ESSERE RESA INAUTENTICA DA UN APPROFONDIMENTO COSCIENZIALE (e questo mi sentirei di doverlo portare a fondo Io, appunto!)."<br /> Fu invece da mezzo 'TROMBONE' il suo giudizio di NON CREDERE nella possibilità ideale della CASTITA': e dunque tanto più per i suoi ragazzi. Don Milani se ne fregava della castità poiché, per esperienza empirico-osservativa, la riteneva impossibile. Bastava confessarsene e il ciclo si chiudeva. Il suo incontro con Padre Giovanni Maria Vannucci andò in buca proprio perché quast'ultimo non riteneva di dovere, di principio, abdicare alla castità, a questa concreta mèta legata alla nostra più Antica Tradizione Sacerdotale. Infatti il Vannucci indicava abbastanza volentieri la figura di Padre PIO da Pietralcina, mentre scansava intenzionalmente di commentare Don Lorenzo Milani. Per il Vannucci tale Metafisica Ontologica andava invece riscoperta, rimessa a fuoco, attraverso il risveglio di una nuova cultura che avrebbe dovuto ripensare più approfonditamente al Medioevo di san Francesco d'Assisi e santa Chiara, di Raimondo Lullo, di Papa Celestino V dal Morrone, di re Alfonso X el Sabio, di Dante, eccetera, eccetera. FINE DELLA TRASMISSIONE.<br /> Ma qual è la STORIA di queste due ricordate lettere del Milani al Bartoletti...??? Intanto l'On.le MARIA ELETTA MARTINI di Lucca molto vicina ad ALDO MORO e che il Bartoletti subito mi fece conoscere obbligandola ad accompagnarmi alla STAZIONE F.S. con la sua giardinetta, disse che QUESTE non andavano pubblicate e, il motivo, credo sia sempre il mio: una sparata da TROMBONE di Don LORENZO che falsava la verità della situazione. Di questa FALSITA' di rapporto MILANI-BARTOLETTI emergente dalle carte da molto tempo intendevano avvantaggiarsi i nemici dello stesso BARTOLETTI. Come fare dunque a pubblicarle quando era ancora in vita l'amico Don ALESSANDRO CAMPANI ivi denunciato dal Milani come "un sacerdote scusabile solo per la sua miseria morale e intellettuale, eccetera, eccetera...??? E' semplice: qualcuno le pubblicherà ma don Alessandro, che non è un Intellettuale, non verrà mai a saperne nulla. Questo il vigliacco proposito andato però in buca per il mio risolutivo e felice intervento. Con il fiato in gola pregai intanto subito la MADONNA che Don Alessandro Campani non fosse già morto e subito gli telefonai. La risposta del CAMPANI...??? "Ceri, queste sono cose troppo serie per te. Grazie per avermi avvisato ma te non te ne occupare più: penso a tutto Io". E in CURIA successe dopo un POLVERONE ATOMICO.<br /> Incontrando infatti due anni dopo Don FISSI in Piazza del DUOMO e illustrandogli l'accaduto egli mi disse: "Aaaah...!!! Aaaah! Dunque sei stato tu ad avvertire il Campani. E' due anni che il Cardinale PIOVANELLI sta cercando inutilmente di sapere chi fu! Adesso glielo vado subito a dire".<br /> Certo, per pubblicare le due lettere del Milani con Don Campani ancora in vita il RISCHIO era grossissimo ma, ovviamente, così sarà stato anche il relativo COMPENSO. Per questo qualcuno, solo dopo averle ritenute essenziali, necessarie, ma, appunto per affossare l'operato di Mons. Bartoletti a favore della legge sul DIVORZIO e contro le TANGENTI e la CORRUZIONE, poteva giudicare che il rischio valesse la candela. Per non parlare poi di un pensierino, che invece dopo la loro pubblicazione sarebbe diventato assai meno incoraggiante, per nascondere meglio il possibile ASSASSINIO di Mons. BARTOLETTI per la sua politica a favore di una maggiore LIBERTA' SOGGETTIVA e di una linea privilegiata a favore di un NUOVO PROFETISMO sulla scia di DANTE ALIGHIERI e di ALFONSO GRATRY.<br /> Per i curiosi le due lettere in questione si trovano nel volume di MASSIMO TOSCHI, "DON LORENZO MILANI E LA SUA CHIESA" , a cura della Giunta Regionale Toscana, ed. Polistampa, Firenze, 1993, pp. 158 - 168.<br /> Cosa mi disse del rapporto fra Mons. BARTOLETTI e Mons. PIOVANELLI, Don Dano Stefanini a Fiano nel 1993, pochi giorni prima che morisse mio fratello Don Serafino e con cui lo stesso don Dano con lo stesso Mons. Bartoletti aveva avuto fortemente a che ridire (stima agro-dolce, o dolce-amara)...???<br /> "Ma gli hai mai tu visti i due insieme a parlare...???" (Evidentemente don Dano si riferiva anche a quando il Piovanelli era Vice-rettore e il Bartoletti Rettore del Seminario)<br /> "In presenza del Bartoletti, il Piovanelli spariva completamente dalla scena, pur trovandosi accanto a lui. Veniva completamente annullato".<br /> - Alla mia domada: "Ma perché...???" <br /> - Risposta: "Giovangualberto, per via della PERSONALITA'. Quella del Bartoletti era tanto, tanto più FORTE. Eppoi ancor oggi in VATICANO, dopo diciassette anni dalla sua scomparsa, alla parola "BARTOLETTI", c'è chi si mette ancora a tremare dalla paura per il suo programma. Ti ricordi il Convegno su "MALI DI ROMA" Dietro c'era sempre Lui ".
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G
Mons. ENRICO BARTOLETTI l'ho fatto uccidere io...!!!<br /> <br /> Mi aveva confessato nel 1974 a Roma, in Via della Conciliazione 1, che Lui era d'accordo con me: che comprendeva certe aspirazioni dei Movimenti Extraparlamentari contro la corruzione, le tangenti<br /> e a favore di una maggiore libertà. Mi disse però anche che questo non dovevo dirlo a nessuno e credo perché, altrimenti, Lui stesso sarebbe passato per filo-comunista: un "bocconcino per la MAFIA.<br /> Aveva il MANDATO ESCLUSIVO di PAOLO VI di trattare su Divorzio, Aborto e Concordato e, in VATICANO era perciò INVIDIATISSIMO E TEMUTO, nonché ritenuto assai pericoloso anche all'interno della<br /> Democrazia Cristiana, ad eccezione di ALDO MORO, dell'On.le MARIA ELETTA MARTINI, ecc. Aggiunse infine, quale PROFETA, che se lo avessi tradito anche questa volta non lo avrei rivisto mai più. Dopo<br /> diversi mesi io però lo dissi in giro a qualcuno, lo tradii e, in effetti, non lo rividi più come mi aveva profetizzato. Per me lo avevavo ucciso trovando come scusa, soprattutto, il pretesto di<br /> filocomunista.<br /> F.to GIOVANGUALBERTO CERI
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N
<br /> <br /> Caro Giovangualberto, si scrolli definitivamente di dosso questi assurdi sensi di colpa. Mons. Bartoletti è morto d'infarto e Lei non c'entra niente. Invece di piangersi addosso, mi<br /> racconti della persona di Enrico Bartoletti, Lei che ha avuto il piacere e la gioia di conoscerlo. Vorrei pubblicare dei contributi sulla sua personalità, a cui mi sto avvicinando in questo<br /> periodo natalizio. Cos'era per Enrico Bartoletti il Natale ? Mi racconti qualcosa, La Prego !<br /> <br /> <br /> Riccardo<br /> <br /> <br /> <br />
G
Cara segretario@divorziobreve del carissimo Partito Radicale,<br /> <br /> ma perché avete tolto da INTERNET il BLOG "AGENZIA RADICALE"<br /> "Voci oltre il Tevere" su "Mons. ENRICO BARTOLETTI "beato"? - Rubrica tenuta dal compianto MAURIZIO DI GIACOMO.<br /> <br /> Eppure è abbastanza noto a chi se ne intende, e l'ha recentemente testimoniato anche Padre BARTOLOMEO SORGE<br /> della Compagnia di Jesù, che Mons. ENRICO BARTOLETTI si mosse a favore del mantenimento della legge Fortuna sul DIVORZIO CONIUGALE.<br /> Il Bartoletti fu Segretario Generale della C.E.I. fino al marzo 1976, ed aveva il MANDATO ESCLUSIVO di PAOLO VI di<br /> trattare con il P.C.I. e con tutti gli altri partiti compreso quello Radicale, su Divorzio, Aborto e Concordato. In occasione del REFERENDUM ABROGATIVO<br /> della legge 1° dic. 1970, n. 898 sul Divorzio, si era schierato per mandare i CATTOLICI A VOTARE, ma attenzione!!!, a votare perché VOTASSERO NO...!!!<br /> cioè NO all'abrogazione. Su questa presa di posizione il Bartoletti mi confessò (cfr. lettera inviatami dal Bartoletti nel 1974) che aveva avuto CARTA BIANCA da Paolo VI che invece, personalmente,<br /> era assai titubante. Io credo che Mons. Bartoletti non sia morto di morte naturale, e fra le malattie che lo condussero a morte, oltre alla lotta alla corruzione e alle tangenti sulla scia del<br /> Sindaco On.le Giorgio La Pira, credo ci sia stata anche quella di essersi schierato a favore del mantenimento della legge sul DIVORZIO CONIUGALE voluta soprattutto dai Radicali. Infatti subito dopo<br /> il laico successo Referendario sul Divorzio (o insuccesso per una parte della cattolicità), ci fu a Roma una riunione ristretta, abbasta nota, il cui il Cardinale SIRI di Genova si rivolse a Mons.<br /> Bartoletti con tono piuttosto duro dicendo: "CI SPIEGHI ADESSO LEI IL PERCHE' AVREMMO DOVUTO VINCERE E INVECE ABBIAMO PERSO...!!!" E' dunque un VERO PECCATO che la Rubrica di MAURIZIO DI GIACOMO,<br /> che conteneva un sacco di miei interventi politico-intellettuali, sia stata CANCELLATA. Prendete anche NOTA<br /> che GIORGIO LA PIRA, nei primi giorni del DICEMBRE 1970 si recò subito a mettere al firma per il REFERENDUM ABROGATIVO della legge FORTUNA voluto<br /> da Gedda e Fanfani, ma anche che due settimane dopo, per aver affrontato il problema insieme a Mons. E. Bartoletti, si precipitò subito a RITIRARLA.Ne dava notizia anche "il Borghese" , n.52 - del<br /> 27 dicembre 1970 a p. 1075.<br /> <br /> Con un evviva al Divorzio Brve, aggiungo una richiesta di ripristino della Ribrica sul Bartoletti e, infine, invio un cordiale saluto,<br /> <br /> F.to GIOVANGUALBERTO CERI grande amico di Mons. Bartoletti
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N
<br /> <br /> Come ha potuto constatare anche in questo caso, gentile Signor Giovangualberto Ceri, non è facile mantenersi fedeli a chi ci ha preceduti, onde ubi maior, de cuius cessat.<br /> <br /> <br /> Riccardo<br /> <br /> <br /> http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-il-divorzio-dal-monsignore-e-breve-ma-radicale-124623751.html<br /> <br /> <br />  <br /> <br /> <br /> <br />
G
Mons. ENRICO BARTOLETTI, quale profeta, predisse a Giovangualberto Ceri il 3 GIUGNO 1956 (come da prova documentale), che in là con l'età, cioè in futuro, avrebbe scoperto il Giorno di nascita di<br /> Dante personaggio (martedì 2 Giugno 1265) insieme a tante altre date di Beatrice, oltre a tanti altri fatti culturali CAPOVOLGENTI l'idea che oggi abbiamo del MEDIOEVO. DUNQUE:<br /> SU DANTE e DINTORNI in omaggio a quella CULTURA che vuole essere autentica.<br /> Cfr. anche DVD TV CANALE 10, intervista di UMBERTO CECCHI, Google su YOUTUBE: http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA.
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N
<br /> <br /> Gentile Signor Giovangualberto Ceri, questa è la giusta collocazione delle Sue scoperte, profetizzate da Mons. Enrico Bartoletti, cioè sotto il suo stemma, ragion per cui  Lei<br /> godrà sempre della sua protezione, ad onta della totale indifferenza a Lei dimostrata dai reggitori del mondo che gira intorno a Dante Alighieri.<br /> <br /> <br /> Riccardo Fontana<br /> <br /> <br />  <br /> <br /> <br /> http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-le-profezie-di-monsignor-enrico-bartoletti-124611248.html<br /> <br /> <br /> <br />