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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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SEMINARIO INTERNAZIONALE NELSEGNODIZARRI - PADRE GINO BURRESI : "PAPA BENEDETTO, SORGERAN LE TORRI DE LA NOVELLA TROIA"

Saturday 16 july 2011 6 16 /07 /Lug /2011 10:34

GIOVANGUALBERTO CERI, MONS. ENRICO BARTOLETTI E PAPA ALBINO LUCIANI

Signor  Giovangualberto  Ceri,  buona  giornata !

 

Lei,  scrivendo  quattro  giorni  fa  a  Padre  Gino  Burresi,  lo  ha  invitato  ad  andarsi  a  leggere  su  facebook  le  lettere  che  Mons.  Enrico  Bartoletti  Le  ha  inviato.

Ebbene,  l'ho  fatto  pure  io,  le  ho  trovate  ed  ho  trovato  anche  un  Suo  trafiletto  molto  interessante,  che  vorrei  oggi  pubblicare  qui  sul  mio  blog.  Spero  di  fare  cosa  buona  e  giusta.

 

Forse  ho  peccato  un  po'  di  superbia  a  considerarmi  il  nuovo  Dante  di  Padre  Gino  Burresi.

Sicuramente  Lei  ne  avrebbe  più  titolo.

 

Mi  hanno  pero'  un  po'  turbato  queste  morti  a  catena  di  personaggi  facenti  allora  parte  della  Conferenza  Episcopale  Italiana ( CEI ),  compresa  quella  di  Papa  Giovanni  Paolo  I.

 

Spero  che  Mons.  Alberto  Silvani  non  ne  faccia  parte,  anche  perché  a  tutt'oggi   non  è  previsto  che  il  prossimo  pontificato  di   Celestino  VI  abbia  la  durata  della   vita  di  una  farfalla. 

 

Riccardo

 

 

TRATTO  DA  FACEBOOK  DI  GIOVANGUALBERTO  CERI

 

NUOVO DANTE

 

Di Giovangualberto Ceri (album) · Ultimo aggiornamento: circa 7 mesi fa
Perché insistere nel credere che io non sia stato un grande amico di Mons. ENRICO BARTOLETTI? Lui lo fu anche di papa PAOLO VI e di GIORGIO LA PIRA. Mons. Bartoletti era anche contro le TANGENTI, gli APPALTI e la CORRUZIONE e fu invece attivamente a favore del mantenimento della Legge 1/12/1970 n. 898 sul Divorzio coniugale e quindi da Segretario Generale della C.E.I. si schierò apertamente contro il REFERENDUM abrogativo di questa legge. Aveva prima ottenuto, sia pure a denti stretti , il consenso di papa Montini. A risultato avvenuto PAOLO VI strinse ancor più con lui una forte e profonda amicizia. Dal 1974 al 1976 erano due anime in un nocciolo, come il dipinto di Giotto dell'incontro di san Francesco e san Domenico. A Roma mi confessò che il direttivo della CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA era pronto ad ascoltare mentre era ben convinto di voler dare cento volte la vita per Gesù Cristo. Aggiunse, fra l'arrabbiatura e il pianto: "Cosa si può volere di più?" Del direttivo faveva parte anche mons. Albino Luciani, poi diventato papa probabilmente al posto di Mons. Bartoletti già improvvisamente deceduto, come accade poi a papa Luciani.
Dopo la morte di papa Luciani, io personalmente mi immagino, per non volere le gerarchie ecclesiastiche attingere un papa dal Direttivo della C.E.I. che voleva una Chiesa profetica e al tempo stesso povera, qualcuno (mi immagino il cardinale Giovanni Benelli e il Cardinale di Vienna) spinsero per avere un papa straniero. Cambiò tutto!!! Perché tacerlo? Anche l'indirizzo che mons. Bartoletti, su disignazione di PAOLO VI, aveva dato a COMUNIONE E LIBERAZIONE.

Commenti

Caro Franco Matteo Mascolo, io, in quell'articoletto, intendevo "assolutamente necessaria" la politica in sé, cioè in senso generale, e non quella cattiva. Sì, per me, quella buona, sarebbe un'attività assolutamente necessaria. Capisco però che nel pezzo che tu citi, non sono stato chiaro. Volevo dire insomma, e don Lorenzo Milani non se ne era ben reso conto, che se la realtà politica implica poi, di necessità per come è fatto l'uomo, l'esistenza di spie, di traditori, di venduti, di voltagabbana, di inetti pronti a mettere il cappio al collo (p.e., per fare carriera, o per comprasi la casa al mare!) non solo a te ma, ciò che è assolutamente più grave e da fa tremare le gambe, anche ai tuoi figli e alla tua famiglia, al fine di farti cambiare idea, o di farti desistere dalla ricerca della verità e dalla sua affermazione, non per questo dovremmo desistere, a priori, di occuparcene. Prima di disistere dovremmo fare voto agli Dei di dormirci sopra almeno una notte. Per questo mi fa sorridere chi dice che i politici parlamentari guadagnano troppo. Meglio sarebbe dire che si danno assai poco daffare politicamernte (nel senso della buona politica). Io, dopo cinque anni di vita politica (dal 1961 al 1966), ci avevo già rimesso un bell'appartamento di 5 vani a Firenze, in via Guerrazzi, ed avevo diversi che mi davano la caccia, che mi volevano mandare assolutamente in galera, mentre mi era stato anche dichiarato in faccia che se fossi andato in galera anche per un solo giorno non ne sarei più uscito vivo con l'aggiunta: " E ti starà bene!". Volevo dire: questa e la vera politica quand'uno la facesse veramente. Io poi, ovviamente, mi sono tirato indietro, per quanto ho potuto, cioè non del tutto dati i miei impegni con mons. Enrico Bartoletti che intimamente credo, invece, ci abbia rimesso le penne maestre. Per questo non sopporto le due lettere assai critiche che don LORENZO MILANI scrisse nel 1958 al Bartoletti e pubblicate da MASSIMO TOSCHI nel suo volume "DON LORENZO MILANI E LA SUA CHIESA" (Ed. Polostampa - Firenze - 1994. pp. 158 - 166).
Commento n°1 inviato da Giovangualberto Ceri 3 giorni fa alle 00h52
Su mons. ENRICO BARTOLETTI. Caro Angelini Piero, la sua traduzione sarà certamente più giusta della mia. Io ho studiato un pochinissimo di greco della Coiné quando mi dovevo fare prete (poi ho desistito, ovviamente!) ed avendo visto scritto in greco "tà loipà" ho pensato bene volesse dire "le restanti cose...".Per quanto attiene alla valutazione del significato cristiano dell'epigrafe sa, bisogna anche pensare che chi la fece mettere anche lui era un cristiano ed avrà avuto inoltre, anche lui, il permesso del vescovo di Lucca di allora. Ecco, si vede che il Bartoletti assomigliava a quel suo lontano predecessore. Gli vogliamo fare adesso la contravvenzione? Loro avranno pensato, insieme anche ad altri fedeli di Lucca, che fosse una epigrafe compatibile con cristianesimo e perciò da mettere in cattedrale. Inoltre il Bartoletti aveva uno spirito conciliare così aperto al punto da non redarguire chi avesse pregato la Santissima Trinità con le parole degli Ebrei, o degli Islamici, o dei Buddisti, o del mondo pagano-classico. Della stessa idea era anche padre Giovanni Maria Vannucci (cfr.Preghiera Universale)che venne a far visita a Lucca al Bartoletti nell'estate del 1959. Sa, il Bartoletti diceva anche, con spirito conciliare e come Dante, "sorgeran le torri de la novella Troia" (Eneide - Annibal Caro), invece di dire "scenderà la Gerusalemme dal cielo". Ma, per me, si tratta della stessa cosa. Anzi questa commistione, o comunione gerarchica, mi piace.
Commento n°2 inviato da Giovangualberto Ceri 3 giorni fa alle 01h41  
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www.youtube.com/watch?v=XbNNSCmFUSg28 lug 2008 - 4 min - Caricato da mionedaniele

 

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