Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
e che condividono
il loro giocattolo.
Pensieri innocenti,
giocando a barattolo,
si sporgono dalle loro menti,
il treno in corsa della vita,
a velocità impazzita,
non gli dà scampo
e in un lampo
si trovano già adulti
in preda a tumulti
e pensieri emotivi,
e li fa sentir ancor più vivi
e piu ribelli,
spalancando alla vita
i loro cancelli.
Ric
«Sindrome di Peter Pan», bambini adulti e adulti
bambini
Dal n. 3 del 21 gennaio 2007
di Franco Vaccari
Il libro: Dalla fiaba al complesso
«Credo che le fiabe parlino alla nostra anima e ci illuminino senza innalzare schemi di comportamento e allo stesso tempo senza sottrarci la responsabilità tutta nostra di trovare a noi stessi la via interiore. Ho scelto la fiaba di Peter Pan, del bambino che non voleva diventare grande, perché è poco esplorata e perché, più di qualsiasi altro personaggio, Peter Pan è rimasto nell’immaginario collettivo rappresentando il bisogno di evasione di buona parte della società contemporanea». Così si legge nella prefazione del libro La favola di Peter Pan e la sindrome di Peter Pan , di Maria Rosaria Costanza (Edizioni Seam).
Il volume raccoglie alcune conversazioni-interviste sul tema fra l’autrice, laureata in pedagogia ed esperta in scienze della comunicazione, e personaggi appartenenti a «mondi» diversi: un antropologo, un’attrice, un regista, un neuropsichiatra, un cardinale.
Il cardinale in questione è S. E. Card. Ersilio Tonini, arcivescovo emerito di Ravenna-Cervia che così spiega la sindrome di Peter Pan: «Il ragazzo è soggetto, contemporaneamente, a più tentazioni, a più tensioni: tra il reale e l’ideale, che può essere sopra il rigo o sotto il rigo. Essere figlio nelle mani di un uomo anziché essere figli di un’ape o di una formica, costituisce un rischio. Il ragazzo che cresce, cresce predestinato a diventare un uomo, con dentro di sé la propria libertà e la natura che gli fornisce delle indicazioni, ma niente di più. la natura lascia, pertanto, al ragazzo che cresce, la responsabilità dell’autogoverno. Alla nascita il ragazzo riceve “il materiale”, poi tocca a lui dargli una modellatura. E spesso è a questo punto che si lascia prendere dall’impazienza; dalla voglia di realizzare presto, di sognare ma in grande, di anticipare la giovinezza, quindi la sua potenza; dal desiderio di emergere sopra agli altri ad ogni costo. Moltissimi di questi ragazzi sono creature che non accettano il reale, lo vogliono alla loro maniera. Ecco il complesso di Peter Pan».
Edizione del 17/01/2007