Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
http://ilinkdiacl.blogspot.it/2014/06/le-dieci-dita-clicca-limmagine-per.html
La lingua più parlata nel mondo è "a vanvera". Miliardi di parole, ogni giorno, ci investono, ci trafiggono, ci soffocano. Saper parlare è un gran dono. Perchè l’uomo non dica troppi spropositi Dio gli ha donato dieci dita perchè possa ricordare i suoi saggi consigli: “Che la tua prima parola sia buona... Che la tua seconda parola sia vera... Che la tua terza parola sia giusta... Che la tua quarta parola sia generosa... Che la tua quinta parola sia coraggiosa... Che la tua sesta parola sia tenera... Che la tua settima parola sia consolante... Che la tua ottava parola sia accogliente... Che la tua nona parola sia rispettosa... E la tua decima parola sia saggia.
Poi... taci! (Bruno Ferrero)
Si contano sulle dita di due mani gli anni di isolamento vissuti finora da Padre Gino Burresi in seguito alla condanna da parte di Papa Benedetto XVI emessa in data 27 maggio 2005. Sono anni sofferti. Ufficialmente, tramite i miei scritti, sono vicino a Padre Gino dalla fine del 2010. Quindi conto più di quattro anni di gemellaggio con lui, unito a lui ancora di più, misticamente, dal giorno in cui Giò, il suo angelo custode, mi fece pervenire il suo messaggio, con il quale chiedeva maternità alla Chiesa e un gesto di accoglienza, questo gettare le reti di Pietro sul naufrago per tirarlo a riva, salvandolo da sicura morte.
Questo salvataggio finora non è avvenuto e padre Gino, giorno dopo giorno, pare scriva ancora quelle parole così toccanti alla sua Chiesa :
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GETTA LE RETI SU CHI TI CHIEDE MATERNITA' |
Io, dal canto mio e con l'incoraggiamento ed il contributo di molti di voi ho tessuto sul web un'ampia rete attorno a Padre Gino. C'è l'imbarazzo della scelta circa la lettura e la meditazione degli articoli inerenti alla sua persona. Ho scritto quasi un vangelo su di lui, a cui avvicinarsi con la pietà che si deve nutrire per un condannato. Io mi sento chiamato a stargli vicino, giacché sono stato scelto come custode e propagatore del suo messaggio rivolto alla Chiesa. Mi rivolgo ora ai sacerdoti che hanno intenzione di firmare le petizioni per la riabilitazione di Padre Gino indirizzate al Papa Emerito Benedetto XVI o al Papa in carica Francesco. Abbiano questi sacerdoti il coraggio di rivelarsi come tali, senza restare nell'anonimato. Comprendo il vostro timore di subire delle conseguenze che potrebbero danneggiarvi, ma allora dove sono rimasti i vostri propositi di offrire la vostra vita per un confratello ? Sono essi lettera morta?
Inizia il decimo anno dalla condanna del 2005. Io sono ancora con Padre Gino e con voi. Aiutatemi a ottenere dai due Papi la riabilitazione di questo sacerdote, che per noi ha significato tanto !
Riccardo Sante Maria Fontana