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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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VI PRESENTO PIERO DETTO CICCIO, MIO FRATELLO IN PADRE GINO BURRESI

Saturday 11 june 2011 6 11 /06 /Jun /2011 22:44

LETTERA A PIERO DETTO CICCIO, AMICO DI PADRE GINO BURRESI

Commenti

Cia Riccardo. Mi hai preceduto, ieri ho preparato una lettera per padre Giono ed oggi volevo dare l'ultimo ritocco e publicarla.
Per quanto riguarda l'età in cui padre Gino dovrebbe congiungersi con nostro Padre e Gesù, a me non risulta che abbia detto che ciò doveva avvenire quando avrebbe compiuto gli 80 anni. Dirò di più; dopo i primissimi incontri che ebbi con lui e dato che si era instaurata una certa confidenza volli chiedergi quando sarebbe morto, lui ridendo rispose: BO! Quando Lui vuole.
A me risulta che in genere nelle profezie di qualunque genere non compaiono date esatte, quindi fare riferimento alle date è molto azzardato.
Un giorno parlai di un mio amico che era lontano da Dio, frate Gino molto severamente mi disse che doveva sbrigarsi e sembrava che un pericolo incombesse su quel mio amico. Io ed alcuni miei amici ci preoccupammo moltissimo, ma noin successe nulla. Dopo una diecina di anni quel mio amico fu dichiarato inabile a svolgere il lavoro che effettuava e declassato in un'altra attività. Fratel Gino aveva visto bene ma la data non era stata specificata.
Parlando con un sacerdote carismatico che fece su di me una preghiera di guarigione parlai delle profezie e lui confermò che per quanto riguarda le date ad esse in genere non si fa riferimento.
Pace e bene a tutti.
Piero
Commento n°1 inviato da piero oggi alle 07h36  

Grazie delle risposte  Piero.  Ti sono grato che tu mi invii la tua lettera a Padre Gino per la ripubblicazione sul blog e ti ringrazio che tu mi consideri degno di leggere i tuoi pensieri rivolti a lui. E' una cosa splendida. Ed io mi sento tanto tuo fratello in  Padre Gino. 

Riccardo

mio fratello-tiziano ferro
6 min - 4 set 2007
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P
<br /> Caro padre Gino, sono Ciccio e come tanti altri prego il Signore per una tua prossima riabilitazione.<br /> Sono passati molti anni dall’ultima volta che venni a trovarti a San Vittorino, ma in questi lunghi anni non ho mai dimenticato il bene che mi hai fatto e quello che avresti voluto farmi; mi ero<br /> quasi rassegnato a non vederti più tra noi, a non poterti più scrivere e a sperare di confidarti le mie ansie e i miei problemi come facevo una volta. Forse esageravo, forse avevo perso il senso<br /> della misura e pretendevo più di quanto era umano e lecito chiederti ma, ma anche quando non ottenevo quanto speravo la stima e l’affetto che provavo per te continuava a pulsare nel mio cuore. A<br /> volte rimanevo deluso, ma non ho mai dubitato della tua fedeltà e delle tue buone intenzioni verso di me. Poi arrivarono gli anni del silenzio in cui fui zingaro e ricercatore di verità e punti di<br /> riferimento che non trovavo adeguati alle mie necessità. Fui zingaro, girovagavo di qua e di la nel tentativo di colmare il vuoto che c’era in me. Poi venne la rassegnazione. Volli fare da me, non<br /> fidarmi più di nessuno ed essere io stesso a individuare la verità e la strada giusta; chiesi l’aiuto dell S. S. che fece sentire la sua preziosa presenza. Solo oggi dopo che ho scoperto il blog di<br /> Adriana Zarri e letto i vari commenti ed articoli posti su di esso, le varie testimonianze di chi ti ha conosciuto molto bene e l’appassionata lotta che ha ingaggiato Riccardo contro le forze che<br /> ingiustamente ti hanno relegato nel doloroso isolamento in cui vivi tutt’ora, ho potuto comprendere il bene che mi hai fatto. La tensione che vivevo negli anni che ti frequentavo, i problemi<br /> familiari che pesavano su di me e le grandi aspettative che mi attendevo da te , non mi fecero capire in tempo quello che mi volevi comunicare specialmente quando dicevi ”sbrigati”, si quello<br /> sbrigati solo adesso incomincio a capirlo nella sua concretezza e ciò mi fa capire la statura della tua bella anima. L’avevo capito sin dal primo giorno che mi volevi bene e ciò mi faceva sentire<br /> sicuro e felice e quando poi fui bloccato e non potetti più venire a trovarti per me fu un dramma. Forse era necessario perché io, e forse molti altri, pendevamo dalle tue sentenze e consigli e ciò<br /> forse non contribuiva a far sviluppare la nostra personalità in maniera adeguata per affrontare la vita in maniera serena, almeno questo successe a me nei primi anni, poi imparai ad essere più<br /> indipendente. Lo sbandamento che vissi dopo il distacco mi fece fare degli errori nella vita ma, non furono causati da te, forse dalla mia pochezza? Ma oggi dopo tanto tempo incomincio a pensare<br /> che fu tutta permissione di Dio per i suoi fini imperscrutabili all’occhio umano anche se da una grande anima come la tua. Da questo distacco ho imparato anche a rivolgermi direttamente a Dio e a<br /> scoprirlo come grande amico che nonostante le nostre infedeltà ci tende costantemente la sua mano per sollevarci come farebbe il più amabile e tenero padre.<br /> Caro padre Gino, le sofferenze che hai vissuto e che stai vivendo serviranno a qualcosa, sono fiori che consolano il nostro amico Gesù e portano refrigerio agli uomini di buona volontà e<br /> all’umanità intera; noi forse non sapremo mai lo scopo di tanta sofferenza almeno finché resteremo su questa terra, ma sento che esse stanno per finire per te e per noi. Coraggio fratello Gino, ma<br /> forse devi essere tu a dare coraggio a noi, che la verità è destinata a venire a galla e sicuramente avremo la possibilità di abbracciarci e di dirci scambievolmente ti voglio bene.<br /> Con affetto Ciccio.<br /> <br /> <br />
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