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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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GIOVANGUALBERTO CERI VENGA A DIFENDERE LA SUA TESI SU DANTE SUL BLOG NELSEGNODIZARRI

 

 

Buona  giornata,  signor  Professore   Giovangualberto   CERI !

 

Ecco  giunto  per  Lei  il  momento  della  GLORIA !

 

NON  lo  lasci  passare  invano !

 

Se  LEI  sosterrà  e  supererà  il  presente  Esame  di  Laurea  su  Dante,  rispondendo  alle  quattro  semplici  domande,   a  Lei  poste  dal  dantista  e Professore   Francesco  FIORETTI,   prevedo  che  LEI  lo  riceverà  proprio  un  PREMIO NOBEL  in  "  Virtute  e  Canuscenza "  dantesca.

 

Le  ripeto  le  domande,  sgorgate  dalla  fervida  mente  del  Fioretti,  dopo  attenta  e  meditata  lettura  del  Suo  libercolo su  Dante  e  l'astrologia.

 

Essendosi  il  Professor  Francesco  Fioretti  inizialmente  perduto  nelle  maglie  del  Suo  incantesimo  astrologico  dantesco,  da  cui  fu  però,  purtroppo,  successivamente   disincantato   dalla  seguente  domanda,  che   rimase  per  lui  irrisolta  :

 

risulta da più fonti che Cavalcanti morisse nel 1300, e Dante lo dà per vivo al padre Cavalcante (per interposto Farinata). Come la mette   lui  ( Giovangualberto  ndr )  con Cavalcanti? ,

 

 

sta   ora  a  LEI,  caro  signore,   reipnotizzarlo  e  riconquistarlo,   usando  la  Sua  magia,  perché  è  risaputo  che  Lei   è  il  mago  della  chiave,  per  entrare  nei  segreti  di  Dante.

 

In  preda  a  questo  atroce  dubbio,  non  ancora  dissipato,  lo  scrittore  dantista   Francesco  Fioretti,  che  non  è  un  dilettante,  Le  ha  formulato   altre   3  domande,  a  cui   Lei,  Giovangualberto,   dovrà  sapientemente  rispondere,  per  assaporare  intanto  una  piccola   anteprima  di  quel  Premio  Nobel,  che  potrebbe  lambirLe  l'ingegnosa  mente.

 

Ecco  le  domande  sulla  Vita  Nova :

 

1. Perché l'Angelo di Dante nasce pochi mesi dopo di lui?
2. Cosa vuol dire che all'Angelo di Dante muore il padre? Gli angeli generano figli?

3. Perché l'Angelo di Dante muore nel giugno del 1290? Gli Angeli muoiono?

 

Questa,  in  sintesi,  è  l'indagine  a  largo  spettro  (  e  spero  che  alla  fine  lo  spettro  non  risulti  essere  proprio  Lei ),

per  fare  chiarezza  sulle  Sue  scoperte,  un  tentativo  di  decifrare  il  Suo  messaggio,  lasciato  sulle  pagine  del  Suo  libro  Dante  e  l'astrologia.

 

La  rassicuro  sulla  simpatia,  che  Francesco  Fioretti  nutre  per  Lei,  ma  come  Lei  sa,  non  si  puo'  superare  un  esame  solo  per  simpatia,  almeno  in  teoria,  e  qui  di  teorie  ce  ne  sono  molte,  tutte  discutibili,  fintantoché  Lei  non  metterà  a  tacere  gli  atroci  dubbi.

 

Una  volta  trovata  la  chiave  del  segreto,  occultato  nel  Suo  succitato  libro,  Le  prometto, seduta  stante,   a  nome  dell'amico  scrittore   Francesco  Fioretti,  senza  ancora  averne  ottenuto  l'autorizzazione,  ma  senza  riservarmi  di  chiedergliela,  di  farLe  dedicare   un  posticino  d'onore  fra  le  righe  della  prefazione  al  Libro  segreto  di  Dante  in  Sua  memoria,  con  Lei  ancora  vivente,  s'intende,  in  occasione  di  una  sua  riedizione,   per  il  tutto  esaurito  ( e  qui  spero  di  nuovo  che  l'esaurito  non  sia  ancora  Lei ),   magari  riveduta  e  corretta  alla  luce  delle  Sue  scoperte,  se  uscirà  dal  presente  esame  con  il  massimo  dei  voti  più   l'acclamazione  ed   il  bacio ( quello  glielo  darei  io,  filiale ).

Se  son  rose,  fioriranno !

 

Riccardo

YouTube - un bacio è troppo poco - youtube.com
3 min - 28 apr 2010 - Caricato da sciroccoproduction
Added to queue MINA "Un bacio e´troppo poco"by ...
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G
Cfr. FOTO: ILARIA DEL CARRETTO e Mons. ENRICO BARTOLETTI a:<br /> http://www.facebook.com/media/set/?set=a.228902670488564.62602.100001064993213&l=48437d71c1&type=1
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G
Chi conosce una VERITA' riguardante l'evoluzione di coscienza dell'Umanità e la nasconde, o la deride, commette un PECCATO CONTRO LO SPIRITO che sarà difficilmente perdonato e che attira la<br /> MALEDIZIONE.<br /> <br /> Un esempio...???<br /> <br /> Scrive Papa FRANCESCO: «Oggi, si pensa che dobbiamo essere come tutti, dobbiamo essere più "normali", come fanno tutti, con questo progressismo adolescente. Questo si chiama apostasia, adulterio!<br /> Non negoziamo infatti solo alcuni valori ma la stessa fedeltà al Signore. Il Signore ci salvi dallo spirito mondano che negozia tutto, non solo i valori ma anche la fede». (Papa Francesco il 18<br /> novembre 2013).<br /> <br /> RISPONDO. Io non me la sento di riferirmi a quello che scrive il nostro amato Papa FRANCESCO. Me la sento però di riferirmi al comportamento dei suoi due predecessori: Papa WOYTJLA e a Papa<br /> RATZINGER. Per loro sarebbe stato bene che noi credessimo a quello che loro stessi dicevano. Ma come si fa a credere a qualcuno che ti dice credi in quello che io dico, quando quello stesso che te<br /> lo chiede ha in mano, è a conoscenza, delle verità importanti per la cultura cristiana e le tiene nascoste? Io inviai le mie scoperte su Dante e i miei lavori sul Medioevo , sia a Papa Woytjla che<br /> a Papa Ratzinger ed entrambi mi risposero impartendomi la BENEDIZIONE APOSTOLICA: dunque le avevano lette. Io sono sicuro che le mie scoperte su DANTE e sul suo medioevo sono VERE ed<br /> IMPORTANTISSIME per l'AVVENIRE DELLA CRISTIANITA', però il VATICANO NON HA MAI FATTO NULLA PER DIVULGARLE, MENTRE IO SONO NESSUNO. Cosa concludere di uno che ti dice ascoltami e quando tu gli<br /> riveli una verità ineccepibile e decisiva lui si volta da un'altra parte? Ecco intanto un assaggio in DVD di questa mia VERITA'. Giudichi il lettore se non merita di essere messa sotto<br /> osservazione. Invece l'hanno buttata dalla finestra.<br /> <br /> Cfr. DVD TV CANALE 10, intervista di UMBERTO CECCHI, Google e YOUTUBE: http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA.
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G
CONCUPIE, E PER CUI NON CAPIE.<br /> <br /> 1 - Sarebbe un dovere di qualcuno che ne ha le possibilità, se qualchedun altro scoprisse qualcosa di veramente utile per l’umanità, questi, cioè il primo, ne evidenziasse l’importanza agevolandone<br /> la pubblica presa d’atto e la divulgazione. Sì!, Poiché si tratterebbe di un problema di civiltà. E invece no, nemmeno se ne avevano ampi mezzi gli addetti ai lavori si sono interessati a quello<br /> che, incontestabilmente, io sono riuscito a dimostrare di meraviglioso e rivoluzionario dopo averlo dissotterrato con grandi fatiche. E mi riferisco alle mie scoperte sull’Opera dantesca e sul<br /> Medioevo di Dante in grado di influire sullo sviluppo della nostra cultura e civiltà. Queste sono infatti rimaste nell’ombra proprio a causa degli addetti ai lavori: Docenti universitari,<br /> Accademici e membri di varie ed importanti fondazioni. Adesso io credo sia venuto il momento che io rafforzi la mia ribellione. Anzi, lettore, ribelliamoci insieme se, infine, riuscirai a vedere<br /> che ho ragione.<br /> 2 – Ma dove credono di andare, fregandosene tacendo…!!!??? Il Poeta le sue più importanti verità le ha inscindibilmente legate ai suoi versi e ai suoi scritti, e costituiscono anzi lo spirito più<br /> profondo ed autentico di questi suoi e della mentalità della sua epoca, per cui sono e saranno sempre lì per l’eternità. Dove credono di andare dunque questi irresponsabili-responsabili impedendone<br /> la presa d’atto e la divulgazione? Vogliono forse far guadagnare alla menzogna ancora qualche altro anno? Sarà per convenienza personale? Ma alla fine faranno la faccia ancor più rossa. Se lo<br /> mettano bene in testa, non c’è nulla da fare, è una cosa scientifico-oggettiva e fa parte delle meraviglie di quel Medioevo. Io non avrei titoli accademici per poter scoprire e dunque, anche se ho<br /> scoperto, non vale? Se lo mettano comunque subito bene in testa gli esegeti quanto segue, anche se ci sono molte altre cose in più, come il lettore constaterà. Dante personaggio è nato il Martedì 2<br /> giugno 1265 (Par., XXII, 110 – 117) in cui la liturgia recitata sugli altari, sintetizzandola, tutta la biografia di Dante. Conseguentemente e necessariamente Beatrice personaggio è nata il Venerdì<br /> 2 ottobre 1265 festa, ad libitum, dei ss. Angeli Custori, e apparve a Dante per la prima volta il Venerdì 2 febbraio 1274 festa doppia della Candelora (Vita Nuova, II, 1-2). Dante fu soavemente<br /> salutato da Lei per la prima volta per la stessa festa liturgica, quella del Martedì 2 febbraio 1283: e per tale primo saluto parve al Poeta vedere tutti i termini della beatitudine (Vita Nuova,<br /> III, 1-7). Beatrice personaggio fu concepita il Venerdì 26 dicembre 1264, in cui si esaltano i santi martiri ed i profeti (Vita Nuova, XXIX, 2). Beatrice morì, liturgicamente, il Venerdì 9 giugno<br /> 1290, andando a “gloriare sotto la insegna di quella regina benedetta virgo Maria lo cui nome fue in grandissima reverenzia ne le parole di questa Beatrice beata (Vita Nuova, XXVIII, 1). Quando è<br /> coinvolto Dante è tassativamente martedì, quando è coinvolta Beatrice è tassativamente venerdì. Il viaggio della Divina Commedia avviene invece, non nella primavera dell’anno 1300 come quasi tutti<br /> gli esegeti sostengono, ma l’anno dopo, il 1301, con inizio liturgico il sabato 25 marzo dell’anno 1301 del nostro computo storico, giorno che a Firenze era il capodanno “ab incarnazione Domini” e,<br /> per l’occasione, era anche giorno di apertura, sempre “ab Incarnatione”, del XIII secolo se calcoliamo che Cristo è nato di Domenica e si è incarnato di venerdì, il venerdì 25 marzo del 1° anno<br /> dopo Cristo del nostro computo storico, come viene indicato anche in chiusura de la “Quaestio de aqua et de terra”. Conseguentemente il viaggio dantesco termina alle ore 12 – 15 del Venerdì Santo<br /> 31 marzo 1301 e dunque nel momento del “quos pretioso sanguine redemisti” (Te Deum di ringraziamento, 22). Il viaggio, in base alle mie scoperte, si compie dunque durante il raggiungimento<br /> dell’apice del settimo giorno, giorno numericamente giubilare (3 + 3 = 6 + 1 [giubileo]= 7), e dura esattamente dalla festa dell’Incarnazione di Cristo alla Sua morte in croce per noi, quindi,<br /> seguendo il “Credo”, (v.7) - dall’ “incarnatus est de Spiritu Sancto ex Maria Virgine”, al “Crucifixus etiam pro nobis”: perciò nel tratto un cui i Fedeli sono invitati ad inginocchiarsi. In altre<br /> parole il viaggio dantesco, seguendo le mie scoperte, termina nel momento dello “Stabat Mater” di Jacopone da Todi (1233 – 1306): “Stabat Mater dolorosa / Juxta crucem lacrimosa / Dum pendebat<br /> Filius.” Quindi termina in perfetta armonia con la sensibilità religiosa di quel periodo. Quali argomenti per poter sostenere il contrario…?
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G
CONCUPIE, E PER CUI NON CAPIE.<br /> <br /> 1 - Sarebbe un dovere di qualcuno che ne ha le possibilità, se qualchedun altro scoprisse qualcosa di veramente utile per l’umanità, questi, cioè il primo, ne evidenziasse l’importanza agevolandone<br /> la pubblica presa d’atto e la divulgazione. Sì!, Poiché si tratterebbe di un problema di civiltà. E invece no, nemmeno se ne avevano ampi mezzi gli addetti ai lavori si sono interessati a quello<br /> che, incontestabilmente, io sono riuscito a dimostrare di meraviglioso e rivoluzionario dopo averlo dissotterrato con grandi fatiche. E mi riferisco alle mie scoperte sull’Opera dantesca e sul<br /> Medioevo di Dante in grado di influire sullo sviluppo della nostra cultura e civiltà. Queste sono infatti rimaste nell’ombra proprio a causa degli addetti ai lavori: Docenti universitari,<br /> Accademici e membri di varie ed importanti fondazioni. Adesso io credo sia venuto il momento che io rafforzi la mia ribellione. Anzi, lettore, ribelliamoci insieme se, infine, riuscirai a vedere<br /> che ho ragione.<br /> 2 – Ma dove credono di andare, fregandosene tacendo…!!!??? Il Poeta le sue più importanti verità le ha inscindibilmente legate ai suoi versi e ai suoi scritti, e costituiscono anzi lo spirito più<br /> profondo ed autentico di questi suoi e della mentalità della sua epoca, per cui sono e saranno sempre lì per l’eternità. Dove credono di andare dunque questi irresponsabili-responsabili impedendone<br /> la presa d’atto e la divulgazione? Vogliono forse far guadagnare alla menzogna ancora qualche altro anno? Sarà per convenienza personale? Ma alla fine faranno la faccia ancor più rossa. Se lo<br /> mettano bene in testa, non c’è nulla da fare, è una cosa scientifico-oggettiva e fa parte delle meraviglie di quel Medioevo. Io non avrei titoli accademici per poter scoprire e dunque, anche se ho<br /> scoperto, non vale? Se lo mettano comunque subito bene in testa gli esegeti quanto segue, anche se ci sono molte altre cose in più, come il lettore constaterà. Dante personaggio è nato il Martedì 2<br /> giugno 1265 (Par., XXII, 110 – 117) in cui la liturgia recitata sugli altari, sintetizzandola, tutta la biografia di Dante. Conseguentemente e necessariamente Beatrice personaggio è nata il Venerdì<br /> 2 ottobre 1265 festa, ad libitum, dei ss. Angeli Custori, e apparve a Dante per la prima volta il Venerdì 2 febbraio 1274 festa doppia della Candelora (Vita Nuova, II, 1-2). Dante fu soavemente<br /> salutato da Lei per la prima volta per la stessa festa liturgica, quella del Martedì 2 febbraio 1283: e per tale primo saluto parve al Poeta vedere tutti i termini della beatitudine (Vita Nuova,<br /> III, 1-7). Beatrice personaggio fu concepita il Venerdì 26 dicembre 1264, in cui si esaltano i santi martiri ed i profeti (Vita Nuova, XXIX, 2). Beatrice morì, liturgicamente, il Venerdì 9 giugno<br /> 1290, andando a “gloriare sotto la insegna di quella regina benedetta virgo Maria lo cui nome fue in grandissima reverenzia ne le parole di questa Beatrice beata (Vita Nuova, XXVIII, 1). Quando è<br /> coinvolto Dante è tassativamente martedì, quando è coinvolta Beatrice è tassativamente venerdì. Il viaggio della Divina Commedia avviene invece, non nella primavera dell’anno 1300 come quasi tutti<br /> gli esegeti sostengono, ma l’anno dopo, il 1301, con inizio liturgico il sabato 25 marzo dell’anno 1301 del nostro computo storico, giorno che a Firenze era il capodanno “ab incarnazione Domini” e,<br /> per l’occasione, era anche giorno di apertura, sempre “ab Incarnatione”, del XIII secolo se calcoliamo che Cristo è nato di Domenica e si è incarnato di venerdì, il venerdì 25 marzo del 1° anno<br /> dopo Cristo del nostro computo storico, come viene indicato anche in chiusura de la “Quaestio de aqua et de terra”. Conseguentemente il viaggio dantesco termina alle ore 12 – 15 del Venerdì Santo<br /> 31 marzo 1301 e dunque nel momento del “quos pretioso sanguine redemisti” (Te Deum di ringraziamento, 22). Il viaggio, in base alle mie scoperte, si compie dunque durante il raggiungimento<br /> dell’apice del settimo giorno, giorno numericamente giubilare (3 + 3 = 6 + 1 [giubileo]= 7), e dura esattamente dalla festa dell’Incarnazione di Cristo alla Sua morte in croce per noi, quindi,<br /> seguendo il “Credo”, (v.7) - dall’ “incarnatus est de Spiritu Sancto ex Maria Virgine”, al “Crucifixus etiam pro nobis”: perciò nel tratto un cui i Fedeli sono invitati ad inginocchiarsi. In altre<br /> parole il viaggio dantesco, seguendo le mie scoperte, termina nel momento dello “Stabat Mater” di Jacopone da Todi (1233 – 1306): “Stabat Mater dolorosa / Juxta crucem lacrimosa / Dum pendebat<br /> Filius.” Quindi termina in perfetta armonia con la sensibilità religiosa di quel periodo. Quali argomenti per poter sostenere il contrario…?
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G
Alla Spett.le VICEPOSTULAZIONE dell'Arcidiocesi di LUCCA per la causa di Santificazione di Mons. Enrico Bartoletti.<br /> <br /> Mons. Bartoletti nel fare le previsioni a volte si sbagliava. Non so se ai Profeti capita sbagliarsi, ma penso di no. A me infatti disse che in vita Sua non aveva mai trovato un uomo adatto a fare<br /> il Sacerdote come me. Immaginarsi...!!! Primo punto a Suo danno.<br /> Mi disse inoltre che in via mia avrei dovuto fare FILOSOFIA. Orbene mi sono Laureato in FILOSOFIA all’Università di Firenze col minimo assoluto e relativo mai verificatosi nella Storia<br /> plurisecolare della nostra Facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze: con 66 su 110 (sessantasei su centodieci). Cosa pensare...? Che non avrei dovuto fare il “Filosofo” e me lo dissero anzi<br /> apertamente in fase di discussione della tesi di laurea in presenza di una ventina di persone fra cui il mio amico Piero Favini. Va da sé che in virtù dei miei studi Filosofici credo poi di aver<br /> rivoluzionato gran parte della plurisecolare esegesi Dantesca e medievale, ma lo dico io, io soltanto!!! Nessuno infatti fra gli Accademici e nei vari Seminari Diocesani è disposto ad ascoltarmi ed<br /> anzi si tende a condannare il rapporto scientifico da me scoperto fra LITURGIA CRISTIANA E PAGANO-CLASSICA e ASTROLOGIA. Fra poco succedeva che Ratzinger mi manda la scomunica, se insistevo. Cosa<br /> pensare...? Ovviamente che ho torto, sia su Dante che ad aver fatto Filosofia però, insieme a me, anche il Bartoletti profeta. Se ne traggano le conclusioni.<br /> Una volta mons. Bartoletti mi nominò perfino suo Segretario in pectore: allora dovrei sapere di Lui qualcosa di particolare, di inatteso, e qualcuno dovrebbe essere curioso di sapere che cosa:<br /> almeno per amore della verità. Figuriamoci...!!! Mi profetizzò alla CEI perfino che lui aveva messo per ISCRITTO quale era stato il rapporto fra me e lui, ma che questo suo scritto, dopo Lui morto,<br /> nessuno avrebbe voluto tirarlo fuori e lui non sapeva, visibilmente scocciato sulla sedia in cui sedeva, cosa farci: ed io? Ovviamente allibito.<br /> Una volta il Bartoletti mi disse che sapeva vedere dentro un’ostrica (l'essere umano) se in futuro si sarebbe formata una perla. Non so quante perle Lui abbia intravisto, però io in giro, vicino a<br /> Lui, anche adesso non ne vedo molte. Almeno così a me sembra...???<br /> Una volta mi disse che io e Giorgio La Pira eravamo gli unici che si arrivava da Lui all'improvviso, cioè senza prima preavvertire e che questo, però, andava benissimo. Chi sa invece quanti oggi<br /> possono testimoniare in contrario, di essere arrivati a farGli visita anche senza preavvertire specialmente da quando Lui era alla CEI. Quindi è buffo che Lui stesso, nella sua lettera allegata del<br /> 1° Novembre 1974, mi dica di andare a trovarlo quando voglio, se vado a Roma: è una cosa che già sarebbe stata consuetudinaria a tanti.<br /> Una volta mi disse che fra La Pira e me preferiva me, ma che fra me e Dossetti preferiva Dossetti. Io feci il broncio e lui mi disse che la valutazione era sua personale e che non andava presa in<br /> senso assoluto: mi ritornò immediatamente il sorriso, e lui fu contento.<br /> Dunque, concludendo, è giusto che a LUCCA non si pensi nemmeno lontanamente di cercare di sapere se il BARTOLETTI aveva la "GRAZIA DI PROFEZIA", come il santo mio omonimo Giovanni Gualberto di<br /> Vallombrosa, di cui lo stesso Bartoletti si era ampiamente e chiaramente invaghito: credo anche per la sua lotta contro le tangenti, cioè la simonia. Una malattia repressiva, tutto questo<br /> rigore!!!, della spontaneità umana che lo stesso Bartoletti attaccò però, alla CEI, anche a mons. Albino Luciani per dichiarazione fatta a me dallo stesso Bartoletti, ma che credo non portasse<br /> fortuna nemmeno a Luciani stesso.<br /> E pensare che se Mons. Bartoletti avesse invece avuto veramente la “GRAZIA DI PROFEZIA”, come a me fece supporre in più occasioni, trattandosi di una Grazia Divina, più facilmente potrebbe oggi<br /> essere dichiarato BEATO. La Grazia di Profezia non è un MIRACOLO, però gli si assomiglia abbastanza e, inoltre, sarebbe anche maggiormente controllabile.<br /> Con un Saluto da Firenze,<br /> F.to GIOVANGUALBERTO CERI, dichiarato espressamente da Mons. Bartoletti fra quei pochi suoi amici che si contano sulle dita di una mano sola. Sarà stato vero?<br /> <br />  
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