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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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STILLE NACHT AI SEPOLCRI : DALLA MORTE ALLA VITA

 

 

 

 

PAROLA D'ORDINE : MAI DIRE MAI IN AMORE

 

 

commenti

L'amico Fritz12/22/2015 00:24

 

 

In un silenzio diverso (2010)


La morte che tutto livella,

conosce il mandala del ragno.

Sotto il ciel sbarrato ai sepolti

a mille e mille siedono intorno

pensieri di pietra. Nelle ceneri

della meraviglia, illacrimata

tomba all’ombra di cipresso

avrà uno dei miei fiori per te.

La franata felicità del canto

natalizio si scioglie nel vuoto,

in un silenzio diverso Achille

udrà la neve e una preghiera.
 
 
 
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A
Nella prosaicità dell'inverno (2005)<br /> <br /> “Quando sei triste o depresso<br /> non costruire castelli in aria,<br /> va’ a piangere sulla tazza del cess...”.<br /> Certo, pronunziare il suo nome<br /> ora è per me come morire,<br /> ma sopravviverò fino alla noia. <br /> Non riesco a capire bene<br /> se sia la fine di un sabato sera<br /> o di un mondo dai muri di gomma.<br /> Mi sento quasi dilaniato,<br /> lacrime e sangue nell’Occhio<br /> della Lupa, il Colosseo, il centro<br /> congressi di una Roma imperiale.<br /> Nella prosaicità dell’inverno,<br /> infagottato, ripenso allo stuolo<br /> di mani mutilate nella caverna<br /> paleolitica di Gargas: dipinte<br /> in negativo, esse paiono come un coro<br /> tragico implorante pietà e aiuto,<br /> come se non vi fosse stella polare<br /> che fissi un destino certo alla loro tribù.<br /> A causa della precessione, dalla Lira<br /> alla costellazione Draco la via è oscura.<br /> La via era oscura. E per me no?<br /> La tramontana erra sotto le sue finestre,<br /> strappando locandine dal portoncino<br /> dei nostri perché: essi fluttuano<br /> come la chioma d’una locomotiva,<br /> che sterpaglie brucia nel tragitto.<br /> Sono a un altro binario morto<br /> e non esistono convergenze parallele?<br /> Nel ruminar sordo, il mio tempo<br /> è un’altalena d’affanni, un pio bove<br /> col suo giogo d’inganni, e io un mulo<br /> che raglia, che scalcia con la sua croce.
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A
De profundis (2004)<br /> <br /> Sogno di essere diverso,<br /> di poter vedere la luce<br /> nella luce di un cielo terso,<br /> ma lunari i paesaggi d'oggi<br /> e di ieri. La mia identità<br /> è come bruciata, sprangata<br /> da spesse mura. Morrò forse<br /> senza tema del mal gotico<br /> che mi torce, estranea voce<br /> a un delirio? Ah, non auguro<br /> la cattiva sorte che mi toccò,<br /> che m’inchioda ali a trave.
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A
Invocazione al Messia di un Isaia (2003)<br /> <br /> O verace trisagio Emmanuele,<br /> davidico labbro di panna e miele,<br /> volgimi l'ala d'oro della grazia,<br /> ché non di solo pane ci si sazia!
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N
Sei un Isaia coi fiocchi. Splendida poesia, a cui scaldarsi il cuore.<br /> Riccardo
A
Scritta su raggiera di rapido ventaglio (2003)<br /> <br /> Per......per.......Li........fui.......si<br /> ché.....ché......Po........ fe.......ac<br /> sei.......sì........hai.........li.......cu<br /> il........splen.....ta........ce.......mu<br /> più.......di........le.........fi........la<br /> bel.......da......cuor......no.......ro<br /> fior......co.......di..........a........no<br /> del......me.......sca.......la........al<br /> Sol......la........glio......cri........la<br /> Le.......lu.........sa........me?....mia<br /> van.....na........gia…...Fo.......por<br /> te,.......di........da,.......glie......ta.
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A
Viaggio al termine del mondo (2002)<br /> <br /> Notte illune<br /> nei remoti mari del Nord,<br /> duri di gelo.<br /> Reggo sempre di meno<br /> il peso della distanza<br /> dal tuo fiordo sicuro.
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