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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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AZZECCA-GARBUGLI PER PADRE LUIGI (GINO) BURRESI

Il   caso  di   Padre   Luigi ( Gino )  Burresi  mi  appare    sempre   di   più   una   matassa   oscura   ed  imbrogliata, difficile  da districare.

E'   un  vero  garbugio,  groviglio,  intrico.

E'  fuor  di    dubbio  che  qui  non  fa  certo  al   nostro  caso  l'avvocato  Azzecca- garbugli  del romanzo   "I Promessi  Sposi "di  Alessandro Manzoni, l'avvocato  di  Lecco, denominato  così  dai  popolani  per  la  sua  destrezza  nel  cacciare  fuori  dai  guai,  in  maniera  non  del  tutto  onesta,   la  gente. Spesso  si  mette  dalla  parte  dei  Bravi, poiché preferisce, come  don  Abbondio,  mettersi  col  più  forte,  per  evitare  di  fare  una  brutta  fine.

Quindi   non  è  proprio  il  caso  di  evocare  lo  spirito  di  Alessandro  Manzoni,  per  chiedergli  un  aiuto  per il  povero  Padre  Gino  Burresi.

Inoltre  l'avvocato  Azzecca- garbugli  non  è  capace  di  contrastare  la  potente  autorità  di  don  Rodrigo  ed  oggi  di  don  Rodrigo  ce  ne  sono  parecchi  su  entrambe  le  sponde   del  Tevere.  

Ho  pensato  di  evocare  lo  spirito  di  Dame  Agatha  Mary  Clarissa  Miller,  Lady  Mallowan,  nota  come  Agatha  Christie,

perché  il  caso  assume  sempre  più  le  dimensioni  di  un  giallo.

Sentite  un  po'.  Ho  appreso  recentemente  che  la  causa  del  calvario,  sofferto  da  Padre  Gino  Burresi,  sarebbero  le  vessazioni  da  lui  ricevute  da  parte  dei  suoi  ex- confratelli  moltissimi  anni  fa  e  addirittura  una  presunta  maledizione,  fattagli  sempre  da  un  confratello al  tempo  dell'inquisizione,  che  si  abbattè  su  Padre  Luigi (Gino) Burresi.

Mi  sembra  di  rivivere  la  storia  di  Caino  ed  Abele,  un  po'  rivisitata,  solo  che    ancora   qui  non  c'è    scappato  il  morto.

Avendo  io  intenzione  di  scomodare  nientepopodimeno   Agatha   Christie,  non  vorrei  che  l'assenza  di  una  salma  la  scoraggi  dall'intervenire.

Forse  farebbe  più  al  nostro  caso  lo  spirito  di  Sherlock  Holmes, il  quale  verrebbe  accompagnato  dal  suo  amico  medico,  il Dottor  Watson.  Forse  a  lui  il  caso  potrebbe  presentarsi  elementare.

Ma sentite un  po',  la  saga  su  Padre  Gino  Burresi  non  si  esaurirebbe  qui. Parlando  l'altro  ieri  con  dei  colleghi,  qualcuno  di  loro  mi  ha  detto  di  ricordarsi  di  questo  caso,  occorso  negli  anni  80  e  di  aver  sentito  delle  voci,  che  avrebbero  fatto  passare  Padre  Gino  Burresi  per  l' Arsenio  Lupin  di  San Vittorino  Romano,  che  sarebbe  cioè  fuggito  con  la  cassaforte  del  santuario  Nostra  Signora  di  Fatima.

Sono  veramente  allibito  e  sconcertato  dalle  informazioni  così  contrastanti,  che  circolano  in  giro  e sul  web  e  che  hanno veramente  lasciato  una  persona   nel  limbo  della  giustizia  ovvero  nel  purgatorio  giuridico  per  più  di  venti  anni. 

Devo  forse  evocare  lo  spirito  del  più  pietoso    Dante,  che  faceva  confortare  i  dannati  con  un  po'  di  manna?

Qui  c'è  proprio  bisogno  dell'intervento  della  Madonna,  che  tiri  fuori  il  Suo  innamorato  Padre  Gino,  per farlo  finalmente  godere  del  refrigerio  del  meritato  Paradiso.

 

Riccardo  Fontana

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