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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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CONFIDENZE FRA DUE AMICI DI PADRE GINO BURRESI

 

 

Ciao Piero, ringrazio della autorizzazione e rifletterò come meglio postare il tuo scritto.

Riguardo ai Servi del Cuore Immacolato di Maria, io non ne conosco alcuno di persona.

Siccome tu sei stato molto sincero con me, voglio farti anch'io una confidenza.

Molti anni fa, forse nel  1996, quando ancora non sapevo per quale motivo fosse stato allontanato  Gino  Burresi,  scrissi una letterina a  P. Gino a Montignoso per chiedergli delle preghiere,  affinché

potessimo avere un figlio, ancora non sapevo di essere sterile, lo scoprii nel 1997.  Mi rispose un Padre brasiliano  con cui scambiai qualche lettera.

Caro Riccardo, io fui al corrente di quanto era successo a Padre Gino dopo una settimana dal suo trasferimento in Austria, fui avvertito dal viceparroco del mio paese. Io in quel periodo avevo molto bisogno di consigliarmi con Padre Gino, ma dovetti rassegnarmi. Io seguivo la faccenda e quasi ogni anno mi recavo a San Vittorino per conoscere le novità. Una volta un sacerdote mi disse di scrivere la mia richiesta e di consegnarla a lui e che lui poi l’avrebbe fatta arrivare a padre Gino e che in seguito avrei ricevuto una risposta. Dopo alcune settimane ricevetti una lettera da San Vittorino scritta a nome di padre Gino, non firmata e con una calligrafia molto spigolosa e piena di angoli. Dopo un anno sentii  la necessità di sentirmi con padre Gino, seppi che stava a Montignoso e conoscevo anche il suo numero di telefono. Telefonai e rispose un sacerdote, chiesi di poter parlare col Padre e lui, dopo essersi sentito con padre Gino, mi rispose di mandare la mia richiesta a San vittorino e che poi da  lì l’avrebbe ricevuta.

Padre Gino, una settimana prima che fosse trasferito  fu mandato proprio in Puglia e precisamente a Francavilla Fontana dove rimase per tre o quattro giorni. Un sacerdote mi propose di andare a trovarlo e che avrei potuto parlare con lui ma, in sua presenza. Mi rifiutai, sia perché non avevo al momento qualcosa da chiedere e sia perché ero ancora molto amareggiato a causa del poco entusiasmo che aveva provato nel parlare con me. Però  volli andare di sorpresa ed ascoltare la messa che avrebbe detto. Ricordo che fece un’omelia quasi piangendo e individuai un messaggio che poteva essere una esortazione a come comportarmi. Fu un’occasione che volle darmi prima che si separasse da me (spero non definitivamente). Vedi Riccardo, la grazia che desideravi dovevi esprimerla direttamente a lui, o verbalmente o per lettera. Per lettera credo che lo facesti, ma bisogna vedere le condizioni in cui Gino si trovava in quel momento.

Da una persona che frequenta i Sala (casa dei “Servi del Cuore Immacolato di Maria”) mi risulta che spesso si organizzano dei pulman per Montignoso, ma ad oggi non so che si va a fare, ti potrò dire qualcosa dopo che sarò andato ai Sala fra qualche settimana.

Questo è stato l'unico mio contatto con i Servi del Cuore Immacolato di Maria, fino alle mail, che ho inviato a mezzo mondo,  compresa la Famiglia del Cuore Immacolato di Maria, quando ho iniziato sul blog la marcia per la liberazione di P. Gino all'inizio del 2011.

Vedi Piero, non avere figli biologici ti fa sentire molto umiliato. Io l'ho accettata questa grande umiliazione,  mia moglie  un  po' meno, ma è come se nutrissi sempre la speranza di ottenere un segno dal Cielo, che il nostro matrimonio non è maledetto ma anch'esso benedetto dalla presenza del dono della prole;

Maledetto mai, sarà una prova, tutti dobbiamo accettare la volontà di Dio e mai rassegnarci. Mia madre, che era una figlia spirituale di Padre Pio, mi raccontava che dal frate di Pietrelcina una grazia, per sua intercessione, la ottenevano  tutti; si trattava proprio della grazia di avere un figlio.

E' vero, abbiamo adottato Fernando, ma lui ora ci disprezza tanto e quasi non ci accetta più come genitori. Aveva quasi 10 anni, quando l'abbiamo adottato, era già grande. Ora  è adolescente ribelle.

Riccardo, è risaputo da tutti che i ragazzi sui 13-14 anni vivono il periodo della contestazione, l’adolescente incomincia a guardare criticamente alla realtà che lo circonda e la prima che gli capita a tiro è quella della sua famiglia. Ovviamente nota principalmente le cose con cui non va d’accordo e da qui nasce il malumore e qualche risposta sgarbata. Bisogna avere pazienza, magari farsi aiutare da uno psicologo; certi ambienti a me, però, non piacciono. 

Avere un figlio significherebbe ricevere un grande miracolo, perché, come ti ho detto, sono sterile al 100 per cento.

Riccardo, a Dio nulla è impossibile, con l’aiuto di padre Gino o con un dialogo con qualche sacerdote che gli è vicino chissà!!!

A volte spero che mia moglie Cèlia entri presto in menopausa, così smetterò di sperare nel miracolo. Ora ha 44 anni. Riccardo, bisogna mettere tutto nelle mani di Dio.

Anche tu consideri una follia il mio sperare ?

No assolutamente!

Grazie che hai ascoltato il mio sfogo. Tra amici lo si può fare, non è vero?

Se tu sapessi!!! Qualche follia l’ho fatta io, ma Dio mi è stato fedele anche in quei momenti.

Ma perché mi hai domandato se conosco i due Servi del Cuore Immacolato di Maria ? Perché, come avrai capito da quanto ti ho scritto, monitoro la situazione del mio padre spirituale di cui ho bisogno, un poco per amore e un poco perché per me era una risorsa. Se tutto andrà bene diventerà una risorsa anche per te (e ne sono sicuro che lo vorrai), stanne sicuro, il buon Padre Gino l’ho conosciuto molto bene.

Attendo da te una parola di conforto, balsamo soave per la mia anima ferita e poi riporrò definitivamente nel cassetto, chiuso a chiave, il mio sogno.

Riccardo.

Segue una descrizione dettagliata, spero che troverai il tempo per leggerla. Un mio problema è che non riesco ad essere molto sintetico. 

CARO RICCARDO

Man mano che ci conosciamo incomincia a crearsi una maggiore confidenza e fiducia tra noi stessi ed allora voglio raccontarti qualcosa di più sulla mia vita e rispondere cosi ad eventuali interrogativi che potresti porti su di me.

Da più di 10 anni sto cercando di dare un contributo per la riabilitazione di padre Gino, sia perché  lo ritengo un grande santo e sia perché per me era una miniera di grazie, di cui spero non aver abusato. Lui una volta mi disse: “qualunque cosa mi chiederai io te la concederò” (se Dio lo permette). Non so se queste furono le sue parole che effettivamente espressero la sua affermazione e promessa; sono passati quasi 40 anni da quando avvenne ciò, era la seconda o terza volta che lo andavo a trovare.

Poiché potevo fare riferimento a molti segni miracolosi ricevuti e sia perché per me era un padre oltre che un fratello, ho cercato sempre di contattare qualcuno a cui confidare i miei sentimenti ed esperienze. Un vescovo poco mancò che mi cacciasse via, alcuni sacerdoti cambiavano abilmente discorso, alcuni carismatici si esprimevano in maniera poco chiara.

Una volta e fu nel 2004 passai da Carmiano, che è un paese in provincia di Lecce e seppi che in questo paese c’era una casa dei “Servi del cuore immacolato di Maria”, poiché  il tempo me lo permetteva, volli passare da lì per veder cosa effettivamente c’era e di cosa si trattava. Quel giorno, verso le ore 10, mi presentai dai “SALA” (così si chiamava la casa dove erano ospitati) e suonai il campanello, venne ad aprirmi quello che era il superiore, un certo padre Armando. Mi presentai, dissi che ero un figlio spirituale di Padre Gino, chiesi informazioni sulla sua situazione e seppi che da Carmiano partivano di tanto in tanto dei pulman per Montignoso e che i fedeli potevano vedere e salutare padre Gino da lontano. Padre Armando mi disse anche di essere un calabrese e poi ci congedammo. In quel momento non ero ancora preparato per fare un racconto molto dettagliato delle mie esperienze, perché molti tasselli ancora mi mancavano e non c’era una necessità impellente.

Dopo un paio di anni seppi che padre Gino era stato condannato definitivamente ed allora pensai di chiedere un incontro in cui potessi parlare con calma e per un certo periodo di tempo sulle mie esperienze avute a San Vittorino. Mandai una lettera ai SALA facendo questa richiesta.

Dopo qualche mese ricevetti una telefonata da un certo padre Livio della comunità che si trova ad Ostuni (BR) e prendemmo per la domenica successiva un appuntamento presso i SALA, perché quella domenica padre Livio doveva venire a Lecce (dopo seppi che presso la diocesi di Lecce frequentano i seminaristi della congregazione dei “Servi del Cuore Immacolato di Maria”). Preparai foto, lettere e tutto quello che potevo esibire e mi recai all’appuntamento. Pensavo che avrei potuto parlare a livello di confessione, nella massima riserbatezza ed invece vidi che avevano preparato una telecamera e un registratore. Padre Livio mi fece una intervista, che durò circa 2 ore, durante la quale appresi che padre Livio era fratello di padre Armando, che erano entrambi calabresi e che padre Armando ora si trovava a Fatima con un incarico molto importante.

Poiché venni preso alla sprovvista, non mi sentì di fare riferimento a situazioni che coinvolgevano altre persone e quindi omisi una parte di quello che mi ero programmato di dire e che forse era molto importante. Due anni fa, terminato l’anno scolastico, volli fare un altro tentativo. Padre Livio era e forse è tutt’ora ospite a Ostuni, quindi feci una telefonata presso quella comunità e mi dissero che per il lunedì successivo P. Livio sarebbe ritornato da un viaggio; il giorno successivo a quel lunedì volli fare una sorpresa e mi recai ad Ostuni. Potevano essere le 17,30; un frate mi disse che padre Livio stava riposando e allora mi accontentai di parlare con un altro sacerdote.

Parlammo in piedi, per circa una mezz’ora, poi, un poco deluso, ci salutammo e ritornai a casa. 

Dopo qualche settimana telefonai a Padre Livio, dicendogli che volevo parlare di padre Gino nel tentativo di aiutarlo e lui mi rispose che quando ce ne sarebbe stato bisogno sarebbe stato lui stesso a chiamarmi. Finora nessuna chiamata.

Un caro saluto a te e a tutta la tua famiglia.

Piero. 

youtube.com3 min - 3 feb 2008 - Caricato da sorryskies
Mina canta "Confidenziale" di Pallavicini -- Massara. Confidenziale / S'è fatto tardi (45 Giri) ottobre 1960 -- Italdisc ...
 

 

  

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