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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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QUESTA NOSTRA C.E.I. DA RUINI A BAGNASCO : UNA RUINOSA, MAL ANGELICA CALAMITA' EPOCALE PER L'ITALIA NEL SEGNO DI GIOVANGUALBERTO CERI

L'ISOLA DEL TESORO DI GIOVANGUALBERTO CERI : LA NAVE DELLA FORTUNA ATTRACCA SUL BLOG DI PADRE GINO BURRESI

Commenti

AGGIUNGO, se ancora non fosse chiara l'influenza della C.E.I. in Italia.

Si legge su l’ENCICLOPEDIA Wikipedia alla voce
Mons. Enrico Bartoletti
Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Enrico Bartoletti (San Donato di Calenzano, 1916 – 5 marzo 1976) è stato un arcivescovo cattolico italiano.
Nel 1958 fu nominato vescovo ausiliare di Lucca. Fu consacrato vescovo nella basilica fiorentina dell'Annunziata, in quanto non appartenente al capitolo della cattedrale. Chiamato a ricoprire l’incarico di Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana nel 1972, sotto il pontificato di Paolo VI, dimessosi da arcivescovo di Lucca nel 1973, si trasferì a Roma ove rimase fino alla sua improvvisa morte per malattia.
Mons. Bartoletti propose di far leva sulla Parola di Dio. Il primo piano pastorale della CEI fu battezzato "linea Bartoletti" tanto era dominato dal suo orientamento pastorale. I documenti figli si muoveranno nell’ottica bartolettiana centrata sull’annuncio. Egli si prodigò affinché le indicazioni del Concilio Ecumenico Vaticano II venissero recepite ed attuate dalle diocesi e dalle parrocchie. La linea Bartoletti” ha guidato le scelte della conferenza episcopale italiana fino all'arrivo in Cei della linea Ruini.
Nel novembre del 2007 è stata aperta a Lucca la fase diocesana della causa per la sua beatificazione.


Ma com’è che passiamo dalla linea Bartoletti alla linea Ruini? Dalla linea Bartoletti che puntava sull’onorevole Aldo Moro, alla linea Ruini che invece puntava sull’onorevole Silvio Berlusconi? Il punto di svolta è l’improvvisa morte, sempre per malattia, di papa Albino Luciani e l’elezione di papa Karol Wojtyla.

Mons. ENRICO BARTOLETTI, quand’era alla C.E.I., oltre a combattere contro i MALI DI ROMA con uno specifico Convegno, era stato anche contro le tangenti e la corruzione sugli appalti del DAZIO (Imposte Comunali di Consumo) e inoltre si era impegnato a fondo anche per far mantenere la legge sul DIVORZIO CONIUGALE 1/12/1970, n. 898. Diversamente, lui era dell’opinione, non sarebbe stato probabilmente raggiunto il quorum del 50 % dei votanti più uno. Dunque se il Italia abbiamo il divorzio probabilmente si deve proprio al Bartoletti, o anche a lui. I “media” non vi fecero, né fino ad oggi vi hanno fanno caso, però questa fu probabilmente la vera verità. Tuttavia questo suo impegno gli procurò molti nemici, anche nella Democrazia Cristiana, mentre contribuì però a rafforzare la sua amicizia con Paolo VI che era già molto sentita anche prima. Questo me lo confessò il Bartoletti a Roma mentre, l’impegno dello stesso Bartoletti a favore del divorzio mi veniva ribadito il venerdì 16 gennaio 2009 da Padre Bartolomeo Sorge in seguito ad un mio intervento a Poggibonsi (Si) nella “saladell’amicizia”, e alla presenza dell’Arcivescovo di Siena.
Mons. Bartoletti sul tema del mantenimento della legge sul divorzio aveva avuto sicuramente contro Fusacchia, Gedda, Fanfani, Andreotti e, soprattutto, il Cardinale GIOVANNI BENELLI che credo avesse influito anche nel far nominare Arcivescovo di Lucca Mons. GIULIANO AGRESTI nel momento in cui lo stesso Bartoletti andò alla C,E.I. a Roma. Questa nomina credo finisse un po’ per dividere i fedeli di Lucca in due tronconi di pensiero e, anche per questo, io la ritengo ancor oggi infelice. Mons. Agresti si trovava infatti sulla stessa linea culturale di mons. Benelli e non si vede bene il motivo per cui dovesse essere mandato a Lucca. Però così avvenne. Mons. Bartoletti non era affatto convinto dell’opportunità di mettere l’Agresti a Lucca e a Roma, quando andai a fargli visita su suo invito, mi domandò espressamente il mio parere su tale nomina. Io stimavo l'Agresti e lo avevo anche invitato negli anni '50 a Campi Bisenzio a tenere una conferenza su Il significato religioso dell'ateismo contemporaneo, ma dovetti dire che, sull'Agresti a Lucca, nemmeno io ero d'accordo. Lo vidi soddisfatto. La domanda mi aveva comunque stupito molto mentre mi inorgogliva anche perché implicitamente mi riconosceva un qualcosa di adeguato, e quindi di superiore, che io non credevo più di avere, o di meritare. Siccome però gli feci anche capire che, se fosse stato il caso, bisognava allora fare qualcosa per rimediare all’inconveniente, egli mi rispose: “No! Ma hanno deciso così e quindi lasciamo perdere”, e cambiò repentinamente discorso. Una volta però sognai, ma ai sogni non si comanda!, che a Lucca, l’avvallamento della Cattedrale di San Martino, a sinistra guardando la facciata e in corrispondenza di dove si trovava una volta la tomba di Ilaria del Caretto con ai suoi piedi un cagnolino, fosse dipeso anche dal fatto che mons. Giuliano Agresti fosse stato sepolto proprio accanto a dove precedentemente era stato sepolto mons. Enrico Bartoletti, quando i due erano, su alcuni punti qualificanti, in disaccordo. Ed anche in quel momento, appena risvegliato, mi detti subito di cretino, poiché si sarebbe trattato di un miracolo all’incontrario, cioè non positivo per Lucca, cosa impossibile da attribuire al Bartoletti.

F.to GIOVANGUALBERTO CERI
Commento n°1 inviato da Giovangualberto Ceri oggi alle 00h36

Caro  Giovangualberto,  non  so   proprio  in   quale  anfratto   Lei   si   sia  nascosta  tutto  questo  tempo.  Bisognava  proprio  cercarLa  col   lanternino  episcopale,  per  tirarLa  fuori  dalla  Sua  tana.  Infatti,  solo  quando  sente  odore  di  vescovi,  Lei  fa  capolino  sul  mio  blog.  Stavolta  ha  fatto  da  esca  S. Ecc.  mons Alberto  Silvani,  vescovo  di  Volterra. Spero  per  Padre  Gino  Burresi  che  mons  Silvani  sia  una  persona  fenomenale.  Lei  lo  conosce ?

Riccardo

Franco Battiato - Fenomenologia - youtube.com
4 min - Fetus (1972)
 
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G
<br /> No! Io non conosco Mons. Alberto Silvani. A parte il Bartoletti, di cui con il silenzio dei "media" si è deciso di oscurarne la figura, io non sono stato amico di altri vescovi. Di Mons. Bartoletti<br /> ero invece il suo primo e più grande amico, così penso. E non solo perché lui mi disse una volta che "i suoi veri amici si contavano solo sulle dita delle mani e, forse (aggiunse), di una mano<br /> sola", ma inoltre anche perché credo di essere stato, in pectore, anche il suo intimo Segretario, per quanto sbagliato, o sballato, e dichiaratomi anzi da lui anche "traditore". Da tale eccusa<br /> credo però di essermi riscattato telefonando a don Alessandro Campani della pubblicazione delle lettere di don Milani allo stesso Bartoletti datate 10 settembre 1958 e 1 ottobre 1958, a cura di<br /> Massimo Toschi (1994). Ho poi conosciuto solo l'Agresti e l'Ablondi. Io, gli altri vescovi, li conosco solo per sentito dire. Quando però venne per Natale a Firenze Paolo VI, nei 1966 ai tempi<br /> dell'allunvione e io ero già da allora schierato e incazzato per gli APPALTI e la CORRUZIONE e le TANGENTI sul Dazio a Firenze e a Palermo, papa Montini, uscito dopo le funzioni dalla Basilica di<br /> Santa Croce, in piedi sulla macchina quando mi vide da lontano fece fermare l'auto per parlarni. Mi trovavo a sinistra guardando la facciata e all'altezza del monumento di Dante che, allora, si<br /> trovava al centro della piazza, con tutti i riflettori addosso che ancor oggi mi accecano. Rifiutai recisamente il dialogo col Pontefice per una sarie di motivi complicati, però mi rafforzai<br /> nell'idea che, in seguito, avrei fatto importanti scoperte su Dante e sul medioevo, che il Bartoletti sarebbe stato il suo grande amico, e che quell'eroico rompipalle di don Lorenzo Milani, proprio<br /> a causa di quel silenzioso momento, avrebbe finalmente avuto il successo che lui stesso si aspettava. Come vede, Caro don Gino Burresi, è chiaro che sto delirando. Tuttavia mi piace, anche perché<br /> mi giunse dalla Germania (TV) una lettera in cui un amico aveva notato il tentativo di Montini di parlare con me. Quando andai a Roma, nel 1974, a trovare il Bartoletti, mi volle anche ricordare<br /> che la mia previsione scritta, che lui sarebbe diventato grande amico di Paolo VI, si era avvetara, ma poi cambiò subito discorso, fortunatamente. Una volta mi risposte assai cordialmente anche il<br /> Card. Martini e un'altra il Card. Biffi: per me stanno bene insieme tutti e due, anche se qualcuno ne sottolinea troppo le differenze. Io li credo ancolr oggi entrambi attratti dalla "linea<br /> bartoletti" alla C.E.I.<br /> In seguito all'invio dei miei volumi mi hanno risposto, mandandomi la loro l'amata Benedizione Apostolica, anche il Sommo Pontefice Karl Wojtyla e J. Ratzinger, però non hanno avuto il tempo, così<br /> credo, di dire, o di fare appurare, che io, su Dante e sul Medioevo, ho piebamente ragione. Non credo sia stato perché pensano che non convenga alla Chiesa divendere questa verità poiche la<br /> VERITA', secondo il Vangelo, ad essa conviene sempre, alla fine.<br /> Sono invece in questi giorni rimasto molto dispiaciuto che il degnissimo e stimatissimo Cardinale DIONIGI TETTAMANZI di Milano abbia accettato di passare fra gli Emeriti insieme a Martiti, senza<br /> esigere di NOMINARE LUI STESSO DI PERSONA IL SUO SUCCESSORE. Pare arrivi a Milano il Patriarca di Venezia SCOLA. Speriamo che lui abbia ancora in mente l'impostazione culturale del Bartoletti<br /> quando il Bartoletti stesso si fece nominare da Paolo VI a seguire COMUNIONE E LIBERAZIONE, al fine che non deviasse. Questa associazione non avrebbe dovuto essere infatti, per me, quella che è<br /> oggi. Secondo la mia personale sensibilità, quale partecipante, con molti forse e per interposta persona (il Bartoletti) al CONCILIO VATICANO II l'amatissimo e stimatissimo Cardinale TETTAMANZI,<br /> data la situazione attuale, avrebbe dovuto prendere il sacerdote, o il laico, per lui più adatto e degno a succedergli e, in segreto, avrebbe dovuto consacrarlo vescovo, e poi mettere nella sua<br /> corrispondenza privata una sua dichiarazione notarile dell'avvenuto e della sua personale volontà: così sarebbe stato rispettatto lo spirito del CONCILIO VATICANO SECONDO, almeno sesondo il mia<br /> personalissima opinione.<br /> Ho detto cose sbagliate, o inopportune? Ma tanto presto nei del 1937 siamo morti e tutto verrà seporto.<br /> Firenze, 5 Luglio 2011<br /> <br /> GIOVANGUALBERTO CERI<br /> <br /> <br />
Rispondi
N
<br /> <br /> Caro Giovangualberto, Lei non dice mai, a mio avviso, cose sbagliate o inopportune. Lei dice  solo quello che pensa, perché è sincero e un giorno la Sua sincerità sarà premiata. Se Lei non<br /> ha tanta fretta di morire, lo vedrà coi propri occhi, non appena Padre Gino Burresi verrà riabilitato.<br /> <br /> <br /> <br /> Riguardo a Mons. Alberto Silvani, mi azzardo adesso io a fare una previsione scritta, che io  diventerò grande amico di un futuro Papa, l'attuale  Mons. Alberto Silvani, che<br /> sceglierà il  nome  di Celestino VI, quando salirà sul Soglio Petrino e sarà il Papa,  che la teologa Adriana Zarri  ha sempre sognato. Spero che anche Lei,<br /> Giovangualberto, sarà  presente in Piazza San Pietro quel giorno e piangeremo insieme dalla commozione.<br /> <br /> <br /> Riccardo<br /> <br /> <br /> <br /> <br />