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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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Lettera al Vicario Generale di Sua Santità Em.mo e Rev.mo Sig. Card. Agostino VALLINI - Oggetto : Parrocchia dei Santi Aquila e Priscilla via Pietro Blaserna 113 Roma

 

Caro  Agostino,  mi  chiamo  Riccardo  e   sono  un  parrocchiano  della   Parrocchia  di  cui  all'oggetto.

Devo  purtroppo  segnalarti  alcuni  comportamenti  inadeguati,   assunti  da  don  Francesco  e  dal  parroco  della  mia  parrocchia  don  Antonio  rispetto  agli  animali  domestici  cane  e  gatto.

Già  qualche  settimana  fa  mi  sono  visto  costretto  a  scrivere  al  quotidiano " Il Messaggero "  una  lettera  di  lamentela  circa  una  frase  pronunciata  da  don  Francesco  in  chiesa  di  fronte  ad  un  centinaio  di  persone,

quando  egli,  sollecitato  da  me  a  chiedere  chi  tra  i  fedeli  avesse  lasciato  legato  un  cagnolino  fuori  dalla  chiesa,  spaventato  dall'esplosione  di  petardi,  dopo  aver  fatto  il  comunicato,  si  è  scusato  con  i  fedeli  per  averli  disturbati  per  " una  cosa  così   banale ",  trasmettendo  all'assemblea  l'idea  errata  che  la  vita  di  un  cane  fosse  insignificante.

La  lettera  del  25  novembre  2011  è  stata  pubblicata  e  di  essa  ne  è  rimasta  parzialmente   traccia,   cliccando  su  internet  "  Trattato  in  chiesa  come  un  cane ".

L'articolo  è  stato  rimosso  ma  io  ne  ho  una  copia,  se  desideri  leggerla.

Pare  però  che  le  mie  rimostranze  non  siano  bastate,  perché  don  Antonio, suppongo  al  corrente  della  mia  lettera  al  giornale,  ha  preso  posizione  durante  l'omelia  tenuta  domenica  scorsa  durante  la  messa,   in  merito  all'importanza  della  vita ( lui afferma  di  avere  parlato  invece  di  dignità )  del  cane  e  del  gatto,  che  secondo  lui  è  inferiore  a  quella  di  una  persona.

A  parte  il  fatto  che  questa  affermazione  gratuita  di  don  Antonio  sul  cane  e  sul  gatto  non  aveva  attinenza  alcuna  alle  letture  ed  al  vangelo  di  domenica  e  che  quindi  oso  pensare  che  don  Antonio  abbia  fatto  quell'intervento  di  proposito,  quale  replica  al  mio  articolo,  ti  allego  ad  ogni  buon  conto  un  capitolo,  tratto  dal  libro  postumo  della  teologa  eremita  Adriana  Zarri,  l'ispirartrice  del  mio  blog  " nelsegnodizarri ",  per  dimostrare  quanto  sia  invece  alta  la  priorità  assegnata  da  Dio  agli  animali,  così  come  è  stata  manifestata  attraverso  le  sacre  scritture.

Confido  nella  tua  energica  tiratina  d'orecchi  in  direzione  dei  responsabili  della  parrocchia  Santi  Aquila  e  Priscilla  di  Roma  e  ti  comunico  che  gli  animali del  mio  quartiere  non  avrebbero  nulla  in  contrario  a  far  cambiare  aria  a  don Francesco  e  a  don  Antonio,  per  affidare  la  parrocchia  a  sacerdoti  più  rispettosi  della  vita  degli  animali  domestici.

Questo  è  quanto  dovevo  comunicarti.

Ti  ringrazio  dell'attenzione  e  ti  benedico.

 

Riccardo  Sante  Maria  Fontana

http://nelsegnodizarri.over-blog.org/

  

 

 

 

Vicario Generale di Sua Santità
Em.mo e Rev.mo
Sig. Card.
Agostino VALLINI

 

Piazza San Giovanni in Laterano 4 - 00184 ROMA
tel. Vicariato 06-69.88.61.55/56
e-mail: Segreteria.CardinalVallini@VicariatusUrbis.org
 
per  conoscenza  :enpa <enpa@enpa.it>, ufficiostampa <ufficiostampa@enpa.it>, "redazioneweb" <redazioneweb@ilmessaggero.it>, "ladenuncia" <ladenuncia@ilmessaggero.it>,

 

TRATTO  DA  :  "  Un  eremo  non  è  un  guscio  di  lumaca "  di  Adriana  ZARRI
 

Arriva  la  Selù  

Una cascina che si rispetti è piena di animali;

e la mia non fa certo eccezione. L'amore per gli animali è molto forte tra gli eremiti. Le storie dei Padri del deserto sono piene di bestie ( e non per nulla il loro protettore è Antonio il grande ); a cominciare dai corvi che, a certi anacoreti, ogni giorno, portano il pane, con il becco. Anche qui i corvi sono numerosissimi; però nessuno, fino a oggi, ha ancora avuto il gentile pensiero di provvedermi il pasto, a volo. O io sono meno santo dei miei predecessori o i corvi d'oggi sono meno servizievoli. Ma forse, a ben pensarci, preferisco così: che gli animali volino, senza pensieri, in cielo; e io il mio pane guadagnarmelo, col mio lavoro, come tutti, senza miracoli di mezzo. E una cascina che si rispetti ha la stalla.

Quando sono venuta e ho visto questa, grande e bella, con le mangiatoie in legno antico coi fori per le catene delle bestie, ho pensato di adibirla a qualche funzione degna della sua bellezza. Per un momento ho progettato di farne una biblioteca. Era un'idea da intellettuale, nel senso peggiore del termine: un'idea di cui adesso mi vergogno. Perché niente è più degno di una stalla, del corteo di animali per cui è stata concepita: il salto lepresco dei conigli, la lenta processione dei tacchini, l'andatura ondulante dei paperi, il razzolare dei polli, il pigolio dei pulcini...E adesso è tutta viva, pigolante e odorante com'è una stalla in piena attività.

E fuori della stalla, altri animali: le dolcissime tortore, così miti e domestiche che che si lasciano prender nelle mani ( un giorno una mi si posò persino sui capelli ) e i colombi che tubano e nidificano nelle loro casette di legno. Ma il primo posto spetta al cane e al gatto. Ho letto una bellissima leggenda che narra come - cacciato l'uomo dal paradiso terrestre - i due soli animali che spontaneamente lo seguirono furono appunto cane e gatto. Effettivamente, se ci pensiamo, sono i soli veri domestici che abbiano scelto l'uomo e gli si siano consegnati. Gli altri convivono con lui; ma il rapporto è diverso. I conigli e i polli conoscono il padrone, corrono al suo richiamo, però, a un approccio più ravvicinato, fuggono.

Forse più intenso è il rapporto con ovini, bovini, asini e cavalli ( soprattutto l'intesa del cavallo con il suo cavaliere ) ma nessuno raggiunge la profondità che si stabilisce col cane e col gatto, votati all'uomo e felici con lui ( e non credete alla letteratura diffamatoria sul gatto : tutte bugie. Il gatto è affettuoso e fedele come il cane. E' solo più fiero e indipendente ).

Da tempo ho una splendida siamese - una micia di lusso, dono della mia amica Ottorina - e avrò certo occasione di parlarne perché è la mia protagonista del mio mondo animale.

Ma il cane mi mancava. E una cascina che si rispetti il cane ce l'ha.

La “ Nuova “ ha Fritz, la “ Vignolina “ ha Zara; e solo il Molinasso nulla. Era quasi mortificante. Inoltre una casa isolata e visitata dai ladri ne ha quasi necessità. Però un cane bravo costa, e io ci avevo rinunciato. Poi - come sovente capita quando si rinuncia a qualcosa - la cosa arriva, gratuitamente. E un carissimo amico l'ha comprata per me e me ne ha fatto dono. E' giunta qua di malavoglia, come succede a un cane che cambia ambiente, ma ora ha mutato cera : mi fa attorno grandi cerchi di corse e, balzandomi addosso, prende lo slancio e la mira, per darmi una linguata sulla faccia, la sporcacciona.

Un altro amico le ha fabbricato una cuccia di legno, a forma di casetta; e lei ci è andata subito dentro. Poi ha avuto un soprassalto di indipendenza e di nottate all'aria aperta; ma adesso i prmi freddi la consigliano a ricacciarsi “ in casa “ e ad adagiarsi sul materasso di paglia.

L'ho chiamata Selù; ed è un nuovo capitolo di quel rapporto con le bestie e col mondo che è di importanza basilare per la maturità della persona e per la sua capacità contemplativa.

E' una delle tante sconfitte del nostro uomo occidentale tutto di testa; una sconfitta

che comincia con il contatto fisico con la terra, con l'erba, col pelo : un contatto esistenziale e diretto che ci impasta col mondo, ci colloca nel nostro vero posto,

ci realizza comunitariamente, non solo nella comunità umana ma nella più vasta comunione cosmica. E' una delle premesse della preghiera. Non per nulla i profeti parlano dell'escatologia in termini di amicizia degli animali tra di loro e tra gli animali e l'uomo. Ed ecco Selù che si fa anch'essa un piccolo simbolo, un piccolo segno, un piccolo anticipo di quel mondo futuro e già iniziato.

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www.youtube.com/watch?v=uOXv0Ns1ylQ 16 giu 2010 - 3 min - badailsedici
Claudio Baglioni - Fratello Sole, Sorella Luna ...

 

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