Overblog Tutti i blog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

Pubblicità

G & G & G : GIULIO ANDREOTTI, GIOVANGUALBERTO CERI, PADRE GINO BURRESI E DANTE : UN AMORE PLATONICO

 

TRATTO  DA  :  http://www.sessuologiaclinica.net/index.php?option=com_content&task=view&id=67&Itemid=36

Disfunzioni sessuali

Torna di moda l'amore platonico - Castità come fuga

Addio sesso sfrenato, l'ultima frontiera della trasgressione di coppia è un week end romantico con cenetta a lume di candela e passeggiata mano nella mano. Ma non è finita. Arrivati a sera, nella stanza-alcova, ci si abbraccia felici e buonanotte. Lo segnalano gli psicologi, che annunciano la graduale scomparsa del sesso dalla vita di coppia. Nei tempi dell'allusione erotica sempre e dovunque, della sua forsennata mercificazione e spettacolarizzazione, torna l'amore "platonico" che ha infiammato i cuori dei più grandi poeti di ogni tempo

Il sentimento delicato che ispirava i sublimi versi di Dante, o l'accorata nostalgia di Leopardi, non ha naturalmente a che fare con ambizioni letterarie: le coppie che lo "praticano" sono persone normali e perfettamente inserite in società, con un' educazione superiore alla norma e un'elevata posizione professionale.

C'è solo un particolare, una vaga ma fastidiosa "frustrazione" che serpeggia nel rapporto col partner, spingendoli alla ricerca di qualcosa di diverso, che restituisca loro l'appagamento che il tradizionale 'menage' non assicura più. Ecco allora la novità, nata per caso, quasi senza volerlo, ma poi diventata scelta precisa e
ragionata: concedersi delle 'parentesi' romantiche, con il proprio compagno o, meglio, con qualcun'altro, all'insegna della più assoluta e intransigente castità.

Stando all'ultimo rapporto Asper si tratterebbe di un fenomeno che interessa soprattutto l'universo maschile, spiega Nicoletta Suppa, sessuologa dell'Aisc, Associazione italiana di sessuologia clinica. "Su un campione di 1215 intervistati tra i 18 e i 55 anni, il 32% degli uomini ammette 'calo del desiderio generalizzato'. Il 19,9% rivela che questo calo è 'relativo alla partner' e il 27,5% considera la sessualità con la propria compagna 'un vero e proprio peso'. E' una novità ricevere questo tipo di risposte dagli uomini, perchè in genere sono le donne a manifestare scarsa pulsione sessuale. Ma qui siamo di fronte a qualcosa di parzialmente diverso: la castità non deriva da un disagio, o, almeno non viene spiegata in questi termini, ma da una vera e propria scelta, spesso arricchita da un 'pizzico' di provocazione".

Quindi, aggiunge Marinella Cozzolino, psicosessuologa e presidente dell'Aisc, "se prima la sessualità era il massimo della trasgressione, oggi esistono altre componenti della vita quotidiana che vengono "erotizzate", diventando il principale oggetto di desiderio". Tra queste lavoro. Gran parte delle coppie 'bianche', cioè che non hanno rapporti, tende a trasferire la propria carica sessuale su obiettivi legati alla carriera e alla realizzazione professionale. E non solo. Ci sono coppie, che condividono una passione politica, o un impegno sportivo, o un interesse per l'arte, per i viaggi, per la letterattura o, ancora più semplicemente, condividono la sfera delle relazioni sociali. Questi soggetti si conoscono, si piacciono, vivono avventure e a volte finiscono addirittura per mettersi insieme, realizzando un perfetto 'incastro' costruito sull'erotizzazione di qualcosa diverso dal sesso, che può anche variare nel corso del tempo. Possono dare luogo a coppie assolutamente 'stabili', sposandosi e restando insieme per decenni. In genere l'età media è di 30-50 anni, persone che non esprimono alcun disagio, anzi, sembrano soddisfatti della loro modalità esistenziale".
Alla base c'è però sempre un disagio legato al desiderio sessuale. "Le cause possono variare: alcune volte dipende esclusivamente dalla sovraesposizione e banalizzazione del sesso a cui siamo giornalmente sottoposti. Ecco allora che la negazione diventa un modo per riaffermarne il valore e l'unicità. Ma in genere esistono anche ragioni piu' profonde, legate al rapporto con i genitori o a brutte esperienze del passato".

Spesso il problema deriva dall'ansia da prestazione, spiega la sessuologa. Si è talmente insicuri del proprio corpo, da evitare qualsiasi contatto, vissuto come una faticosissima invasione. E' come se i soggetti mettessero su un piatto della bilancia i pro e i contro di un rapporto intimo e concludessero che il beneficio dell'atto sessuale è minore rispetto al timore dell'insuccesso e, soprattutto, del giudizio negativo del partner.
La castità diventa quindi un modo per sfuggire a delle insicurezze personali.
E in America c'è già chi ha trasformato quella che poteva essere una sottile e saltuaria 'trasgressione' in una vera e propria filosofia di vita. David Jay, 24enne di St. Louis, ha fondato una comunità on line, trasformatasi in un vasto movimento collettivo: la 'a-sessualita". I migliaia di iscritti giurano di essere persone che non hanno il minimo impulso sessuale; non sono bigotti, ne' moralisti, ne' perversi, ne' diversi: si tratta, affermano, di una pura questione biologica, di un mistero scritto nel dna che conduce all'assenza di qualsiasi appetito sessuale, al 100%. Il fenomeno è in rapida e costante crescita, stando alle migliaia di iscrizioni al forum dell"Aven', 'Asexual Visibility and Education Network', la rete fondata da Jay per la diffusione e conoscenza degli a-sessuali nel mondo, di cui è nata recentemente anche una sezione italiana, 'Avenit'.

da Tgcom.it del 12/04/06

► 7:42► 7:42
youtube.com11 mar 2009 - 8 min - Caricato da ILVeroMek
Piu' che Andreotti mi concentrerei sul caso della pedofilia. ... di preti pedofili in Italia: _padre Gino ...
► 3:51► 3:51
youtube.com15 giu 2010 - 4 min - Caricato da romereports
A month later ... During the first month of his pontificate Benedict XVI suspended Italian priest Gino Burresi ...
Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post
G
Il problema dell’anno di morte di Guido Cavalcanti mi è stato recentemente posto anche dal Professor Alberto Casadei dell’Università di Pisa. Le invio brevemente il contenuto della mia risposta a<br /> cui non seguì nessuna ulteriore osservazione, o smentita da parte sua, bensì un ringraziamento. Spero che soddisfi anche il Signor ………. Il problema dell’anno di morte di Guido Cavalcanti (Inf., X,<br /> 109 – 111) venne peculiarmente sollevato e indagato da Isidoro del Lungo. Seguendo l’OBITUARIO DI SANTA REPARATA (segn. I.3.6) che elenca i morti a Firenze fra il 1279 e il 1311 bisogna considerare<br /> però che esso data da Cristo nato di domenica e perciò incarnatosi di Venerdì: una considerazione che anche a Isidoro Del Lungo purtroppo sfuggì. Si tratta di un sistema di calcolo calendariale il<br /> cui uso viene del resto testimoniato anche in chiusura della Questio de aqua et de terra. Il Manuale di Adriano Cappelli non ne parla, però questo calcolo esisteva e, inoltre, è proprio quello<br /> adottato da Dante. In base alla “Quaestio”, all’Obituario, e io affermo anche seguendo Dante, l’inizio dell’era volgare, o cristiana, se la indichiamo sul nostro computo storico, o odierno,<br /> corrisponde dunque: la Nascita simbolica e calendariale di Cristo, alla domenica 25 dicembre del 1° anno dopo Cristo del nostro computo storico; la Sua Incarnazione al venerdì 25 marzo del 1° dopo<br /> Cristo; il giorno di inizio dell’anno e quello della nostra èra volgare, o cristiana, in base al Calendario giuliano stile comune, cioè al Calendario giuliano vero e proprio che partiva<br /> dall’insediamento dei consoli romani, al sabato 1° gennaio del 1° anno dopo Cristo del nostro computo storico, o odierno. Seguendo questo computo basato sulla Quaestio, sull’Obituario e su Dante,<br /> Cristo, il lunedì 26 dicembre del 1° dopo Cristo, avrebbe avuto solo un giorno di età e non un anno ed un giorno come risulta dal nostro computo storico, o odierno. Questo è la verità! In tal caso<br /> Guido Cavalcanti, risultando morto per l’Obituario, che segue la Quaestio, nel 1300, sul nostro computo storico bisognerà indicare il 1301. Cioè si legge 1300 e si dice 1301. Lo stesso dicasi per<br /> la Commedia: il viaggio avviene nel nostro 1301 per farlo avvenire nel 1300 in base alla Quaestio. Io credo che sia venuto il momento in cui anche il Manuale di ADRIANO CAPPELLI, “Cronologia,<br /> Cronografia e Calendario perpetuo”, arrivi ad indicare questo Calendario stile antico fiorentino e di cui riferiscono, sia Giovanni Boccaccio (GIOVANNI BOCCACCIO, Esposizioni sopra la Comedia di<br /> Dante, a cura di Giorgio Padoan, Milano, Mondadori, 1965, p. 150 in relazione al c. XXI, vv. 112- 114, dell’Inferno). come ho già detto, sia Andrea Lancia (1290 [?] – 1360 [?]), detto l’ OTTIMO,<br /> notaio al servizio del Comune di Firenze. O che per far comodo a Bonifacio VIII e al Vaticano adesso si devono sbagliare anche i notai? La presa d’atto di questa verità calendariale, poiché qui non<br /> c’è nulla da accertare ma solo da prendere atto, porrebbe fine a tante questioni esegetiche e di datazioni storiche attinenti a Filologia dantesca in cui esiste una differenza conclamata di un solo<br /> intero anno. Anzi bisognerebbe prendere per norma, che nei secoli fino alla metà del XIV secolo, quando i dati non tornano e la differenza è di un solo anno, non si tratta di un errore, come fino<br /> ad oggi gli studiosi hanno ingenuamente pensato, ma dall’avere essi computato seguendo il semplice e noto “stile fiorentino” e non lo “stile antico fiorentino” del tutto ignorato poiché caduto da<br /> secoli nell’ombra. Ammessa questa verità si potrà calcolare e capire perché il XIV secolo a Firenze iniziava nel nostro 1301 e più precisamente il sabato 25 marzo 1301 del nostro computo odierno:<br /> perché per Dante, per il Boccaccio, per l’Ottimo, ecc., e per l’antica cultura fiorentina legata ai canonici di Santa Reparata, questo giorno corrispondeva per loro al sabato 25 marzo 1300.<br /> Liturgicamente esso inizia dopo calato il Sole sul venerdì 24 marzo 1301 del nostro computo storico: momento in cui può solennemente e liturgicamente iniziare il viaggio della Commedia perché primo<br /> giorno dell’anno a Firenze ma anche, qui a Firenze, primo giorno del nuovo secolo, il XIV, ab Incarnatione. Pedalare, pedalare!!! Ed anzi, aprire meglio gli occhi e, sapute le cose vere e giuste,<br /> non fare, come si fa spesso, finta di nulla, ignorando e dimenticando, perché non giova alla remissione dei peccati<br /> Firenze, 22.06.2012 F.to Giovangualberto Ceri
Rispondi
G
Ho riscritto al SINDACO di Firenze sulle PRIMARIE di coalizione e su Benigni e Dante.<br /> <br /> Caro Matteo Renzi Sindaco di Firenze,<br /> scriveva CARTESIO: “Io, pur non disprezzando la gloria come fanno i Cinici, non tengo però in nessun conto di quella che soltanto con falsi titoli si può acquistare” (CARTESIO, Discorso sul metodo,<br /> Parte seconda – Con Introduzione di Eugenio Garin – Laterza, Bari, 1975, p.8). Se lei la pensasse così e si percepisse che in tale modo la pensa, ebbene per me sarebbe da porsi al vertice del PD,<br /> ed anzi, arriverebbe a porsi in cima a tale piramide, ovviamente nell’interesse degli Italiani. Ma potrà la CULTURA in Italia, ivi compresa quella distribuita dalla nostra Pubblica Amministrazione,<br /> dalle varie Fondazioni, e dalle nostre Università Statali, andar d’accordo con questo epitaffio cartesiano? Io ho i miei dubbi da quando il Caro Professor CESARE VASOLI, dopo aver ripetutamente<br /> parlato, con estrema convinzione, delle mie scoperte dantesche all’Accademia Nazionale dei Lincei, ebbe poi a dirmi: “Ceri, io ne ho parlato all’Accademia ma, così facendo, si è fatto ancor più<br /> nemici di prima!”. Il Vasoli credo sia ancora vivo e lei potrà controllare di persona se quello che lo ho detto è vero.<br /> Caro Renzi,<br /> Lei è sindaco di Firenze e Dante era fiorentino. Si creerà dei nemici ma, politicamente in senso platonico, ed eticamente in senso cartesiano, se vuole avere successo deve mettere nella sua lista<br /> per la spesa anche di spendere qualcosa per le mie scoperte che, fra le altre cose, sono in grado anche di integrare l’idea che noi abbiamo di CALENDARIO STILE FIORENTINO. Ne esistono infatti due,<br /> come lascia chiaramente intendere anche Giovanni Boccaccio. Uno semplicemente “stile fiorentino”, e l’altro “stile antico fiorentino” che viene ignorato (GIOVANNI BOCCACCIO, Esposizioni sopra la<br /> Comedia di Dante, a cura di Giorgio Padoan, Milano, Mondadori, 1965, p. 150 in relazione al c. XXI, vv. 112- 114, dell’Inferno). Benigni è un genio! Ma non affatto un eroe. Vedrà che quando ad<br /> Agosto prossimo venturo, a Firenze, Roberto Benigni esporrà questo canto XXI dell’Inferno, mi auguro che anche lei sia presente!, ignorerà quello che dice il Boccaccio: e penserei al fine di<br /> risparmiarsi dei nemici. La buona politica non funziona però in maniera tale: ha più bisogno di eroi che di geni. Ci vuole coraggio. Sono a Sua disposizione per ogni ulteriore chiarimento. Enumero<br /> adesso le mie scoperte in grado di far tremare tutte le università del mondo. Non sono affatto matto! Ed ho già avuto dalla mia anche il Professor Giorgio Barberi Squarotti di Torino e il Professor<br /> Enzo Esposito de “La Sapienza” di Roma.<br /> SU DANTE e DINTORNI in omaggio a quella CULTURA che vuole essere autentica.<br /> Cfr. DVD TV CANALE 10 Google su YOUTUBE: http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA.<br /> <br /> DATE DA ME SCOPERTE CHE CORRISPONDONO SEMPRE AD IMPORTANTI FESTE LITURGICHE POICHÉ, PER DANTE, LA SCIENZA PIÙ ALTA ED ULTIMA CHE LUI PONE NEL DECIMO CIELO EMPIREO È, ALL’INSAPUTA DELL’ESEGESI<br /> TRADIZIONALE, LA SACRA TEOLOGIA LITURGICA. EGLI, ATTRAVERSO QUESTE DATE, VUOLE DUNQUE CHE ARRIVIAMO ALLE RELATIVE FESTE LITURGICHE E PERCIÒ A CELEBRARLE CON LA PIÙ ALTA SCIENZA MEDIEVALE, LA<br /> TEOLOGIA LITURGICA.<br /> <br /> 1a - Sabato 25/03/1301, festa dell’Annunciazione a Maria, giorno di inizio del viaggio della Commedia, e giorno di inizio a Firenze e per Dante, dell’anno ma anche del XIV secolo “ab incarnatione<br /> Domini”. Perché a Firenze il 25 marzo 1301 del nostro computo storico si apriva il XIV secolo, e non dunque si era aperto l’anno prima? Per accertarlo basta prendere per buona l’informazione<br /> fornita in chiusura della QUAESTIO DE ACQUA ET DE TERRA secondo la quale Cristo, da un punto di vista culturale e calendariale, sarebbe nato di domenica come, sempre di domenica, è poi anche<br /> risorto. In tal caso il Suo giorno di Nascita simbolico e calendariale corrisponderebbe alla domenica 25 dicembre del 1° anno dopo Cristo del nostro computo storico; quello della Sua Incarnazione<br /> al venerdì 25 marzo del 1° dopo Cristo; il giorno di inizio dell’anno e quello della nostra èra volgare, o cristiana, in base al Calendario giuliano stile comune, cioè al Calendario giuliano vero e<br /> proprio che partiva dall’insediamento dei consoli romani, in questo caso corrisponderebbe al sabato 1° gennaio del 1° anno dopo Cristo del nostro computo storico, o odierno. In base a questo<br /> computo calendariale Cristo, il lunedì 26 dicembre del 1° dopo Cristo, avrebbe avuto solo un giorno di età e non un anno ed un giorno come risulta dal nostro computo storico. Io credo che sia<br /> venuto il momento in cui anche il Manuale di ADRIANO CAPPELLI, “Cronologia, Cronografia e Calendario perpetuo”, arrivi ad indicare questo Calendario stile antico fiorentino adottato da Dante e di<br /> cui riferiscono, sia Giovanni Boccaccio come ho già detto, sia Andrea Lancia (1290 [?] – 1360 [?]), detto l’ OTTIMO, notaio al servizio del Comune di Firenze. La presa d’atto di questa verità<br /> calendariale, poiché qui non c’è nulla da accertare ma solo da prendere atto, porrebbe fine a tante questioni esegetiche e di datazioni storiche attinenti a Filologia dantesca in cui esiste una<br /> differenza conclamata di un solo intero anno. Anzi bisognerebbe prendere per norma, che nei secoli fino alla metà del XIV secolo, quando i dati non tornano e la differenza è di un solo anno, non si<br /> tratta di un errore, come fino ad oggi gli studiosi hanno ingenuamente pensato, ma dall’avere essi computato seguendo il semplice e noto “stile fiorentino” e non lo “stile antico fiorentino” del<br /> tutto ignorato poiché caduto da secoli nell’ombra. Ammessa questa verità si potrà calcolare e capire perché il XIV secolo a Firenze iniziava nel nostro 1301 e più precisamente il sabato 25 marzo<br /> 1301 del nostro computo odierno: perché per Dante e per l’antica cultura fiorentina legata ai canonici di Santa Reparata questo giorno corrispondeva per loro al sabato 25 marzo 1300. Ed è in questo<br /> giorno liturgico, e perciò dopo calato il Sole sul venerdì 24 marzo 1301 del nostro computo storico, che può solennemente e liturgicamente iniziare il viaggio della Commedia: primo giorno dell’anno<br /> a Firenze ma anche, qui, primo giorno del nuovo secolo, il XIV, ab Incarnatione.<br /> <br /> 2a - Venerdì santo 31/03/1301, ore 12 – 15, festa della morte di Cristo in croce per l’Umanità e fine solenne, e liturgicamente più che eloquente, del viaggio della Commedia. Si legge infatti: “<br /> quos pretioso sanguine redemisti” (TE DEUM, 22). Non sappiamo se Dante abbia conosciuto Iacopone da Todi (1230 – 1306), però la sua Commedia termina proprio nel momento del STABAT MATER di<br /> Iacopone. “Stabat Mater dolorosa / Juxta crucem lacrimosa, / Dum pendebat Filius. / … “ (c.1.). Dante e Iacopone hanno però in comune la poca simpatia verso papa Bonifacio VIII. Bisogna che il<br /> VATICANO se ne faccia un’idea. Il viaggio della DIVINA COMMEDIA è posto fuori per periodo giubilare di Bonifacio VIII che andava dal 25/12/1299 al 24-25/12/1300 del nostro computo storico. “UBI EST<br /> VERITAS DEUS IBI EST”: e di questo anche il Sommo Pontefice dovrà prendere atto.<br /> <br /> 3a - Martedì 2/6/1265, festa dei santi martiri Marcellino, Pietro ed Erasmo e giorno di nascita di Dante personaggio (Par., XXII, 110 – 117). La liturgia di questo giorno sintetizza tutta la<br /> biografia di Dante, come le date e le feste che riguardano Beatrice spiegheranno il senso via, via da attribuire alla giovane, bella, nobile, gloriosa e beata Beatrice.<br /> <br /> 4a - Venerdì 2/10/1265, festa dei Santi Angeli custodi (allora ad libitum perché messa di recente in vigore su iniziativa di san Bernardo di Chiaravalle) e giorno nascita di Beatrice personaggio<br /> (Vita Nuova, II, 1-2) in cui la liturgia cristiana recita: “Haec dicit Dominus Deus: Ecce ego MITTAM Angelum meum, qui preceda te, et custodiat in via” (cfr. congruità con Inf. I, 1-3; Inf. II, 52<br /> – 108).<br /> <br /> 5a - Venerdì 2/02/1274, festa della Presentazione di Gesù bambino al tempio in braccio alla Madonna e giorno in cui Beatrice appare a Dante per la prima volta (Vita Nuova, II, 1-2). Recita la<br /> liturgia di questo giorno: “Haec dicit Dominus Deus: Ecce ego MITTO Angelum et praeparabit viam ante faciem meam”.<br /> <br /> 6a - Venerdì 26/12/1264, festa di santo Stefano protomartire e giorno di concepimento di Beatrice in cui la liturgia recita: “Beati immaculati in via, qui ambulant in lege Domini” (Vita Nuova,<br /> XXIX, 2).<br /> <br /> 7a – Venerdì (liturgico) 9/06/1290, festa dei santi martiri Primo e Feliciano e giorno liturgico di morte di Beatrice (Vita Nuova, XXIX, 1), in cui la liturgia cristiana recita: “Haec est vera<br /> fraternitas, quae vicit mundi crimina”. Questo passo ci riconduce ai versi in cui Dante e Beatrice sono insieme in Paradiso (Par., XXII, 151 – 154) che così recitano: ”L’aiuola che ci fa tanto<br /> feroci, / volgendom’io con li etterni Gemelli, / tutta m’apparve da’ colli a le foci. / Poscia rivolsi li occhi a li occhi belli (di Beatrice)”.<br /> <br /> 8a - Martedì 2/02/1283, festa della Presentazione di Gesù bambino al tempio in braccio alla Madonna e giorno in cui Dante fu salutato per la prima volta da Beatrice (Vita Nuova, III, 1-2).<br /> <br /> 9a - Martedì 14/09/1322, festa dell’Esaltazione della Santa Croce e giorno di morte di Dante personaggio (1321, e va bene!, però stile antico fiorentino!). Per me si tratta del giorno<br /> esclusivamente simbolico-liturgico di morte di Dante personaggio, e quindi non di quello reale di Dante persona (GIOVANNI BOCCACCIO, Vite di Dante, Prima redazione, 86; oscar Mondadori, M
Rispondi